CALCIO E SALUTE

10.01.2015

Un tranello senza scampo

Insieme al dottor Maniscalco continuiamo il nostro viaggio nel “doping fai da te” considerando le sostanze per le quali non c’è un divieto specifico o assoluto ma che possono essere testate su richiesta della Federazione italiana o di una Federazione internazionale. Queste sono rappresentate da: 

alcool (rimuove l’ansia e aumenta la sicurezza di sé ma causa alterazione della coordinazione motoria e depressione); 

cannabinoidi (marjuana e hashish che danno un senso di benessere ma causano dipendenza, abbassamento della pressione arteriosa, aumento della frequenza cardiaca); 

anestetici locali (consentiti solo se impiegati per iniezione locale o intrarticolare e per via topica e che possono causare collasso cardiocircolatorio, reazioni anafilattiche e tremori); 

betabloccanti (impiegati soprattutto dai tiratori d'arco, carabina, eccetera perché riducono la frequenza cardiaca e i tremori ma possono causare abbassamento del ritmo cardiaco e attacchi d’asma nei soggetti affetti da problemi respiratori); 

cortisonici naturali o di sintesi (hanno azione analgesica e antinfiammatoria ma il loro uso è consentito solo per inalazione, uso locale, iniezioni intrarticolari e locali e possono essere motivo di osteoporosi, diabete, ipertensione arteriosa, alterazione del bilancio dei liquidi dell’organismo e ulcere gastroduodenali). 

Ci resta da trattare un ultimo capitolo rappresentato dagli integratori, di cui tanto si parla ma poco si sa. I veri integratori sono costituiti da sostanze certificate, a differenza di quei prodotti spacciati per tali e che non si sa cosa contengano. Gli integratori non vanno assunti in modo indiscriminato in quanto deve essere il soggetto a seguire un’alimentazione adeguata. Infatti, l’impiego degli integratori è una necessità solo in casi particolari ovvero in caso di carichi di lavoro elevato, di condizioni ambientali particolari (caldo/umido) e di un’alimentazione inadeguata. Un uso protratto può essere nocivo all’organismo. Quindi è il medico che deve valutare la necessità specifica di ogni singolo soggetto, le dosi e i tempi di somministrazione in base alle caratteristiche anatomofisiche dell'atleta.          

Gravi conseguenze in agguato
Anche se con il “doping fai da te” hanno poca attinenza in quanto la loro esecuzione richiede pratica medica, sfioriamo l’argomento delle pratiche vietate in quanto causa di gravi conseguenze per l’organismo. 

In testa vi è il doping ematico, intendendosi per tale l’impiego di sangue o prodotti affini a scopo diverso dal trattamento medico, ovvero per aumentare l’apporto di ossigeno ai tessuti. Questa pratica è molto pericolosa perché nel caso in cui si esegua un’autotrasfusione (ovvero si prelievi il sangue, lo si conservi e quindi lo si ritrasfonda a distanza di breve tempo dalla competizione) si può causare un’ eccessiva viscosità del sangue (aumento di GR) con rischi quali ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca, ischemie celebrali, infarto del miocardio. Nel caso si trasfonda sangue non proprio si può incorrere inoltre in manifestazioni allergiche, comparsa di febbre elevata e ittero, trasmissione di malattie infettive quali epatite virale e Aids. 

Altre pratiche vietate sono poi quelle relative all’impiego di  sostanze o metodi che possano alterare la validità dei campioni di urina in esame. 

“Al termine di questo nostro viaggio nell’universo del doping fai da te - conclude Maniscalco - spero di avere sensibilizzato quanti mi hanno seguito a non fare uso di sostanze di cui si conosce poco o nulla circa provenienza e composizione e a non fidarsi di persone che dicono ‘prendi questo che ti fa bene’. Avete visto quanti danni possono produrre nell’organismo, spesso irreversibili. Mi auguro che queste poche mie conoscenze abbiano aperto nuove orizzonti a persone che vogliono praticare uno sport sano e corretto”. 

          


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