SOCIETA' STORICHE

Di Giuseppe Indelicato - 14.04.2012

Un secolo di calcio a Faenza

Faenza Calcio, nell'anno del Centenario... Presentare uno spaccato di storia sintetico su chi vive la propria dimensione da "arzillo centenario" non è cosa semplice, tali e tanti sono gli spunti legati a uomini e avvenimenti di questa Società, nata nel 1912 e che proprio in virtù di questo, a Maggio festeggerà attraverso numerose iniziative i primi cento anni di attività. 
Legata prevalentemente al calcio dilettantistico, Il Faenza Calcio ha quasi sempre militato fra Promozione, quando questa era di fatto l'attuale Serie D, Interregionale e Serie D, con l'epicentro del Professionismo a fine anni 90, sotto l'egida di Gian Carlo Minardi quale Presidente,e nel segno incancellabile di Ivano Gavella, mister atipico, e nella sua eccezionalità, straordinario ed indimenticabile a più di dieci anni dalla sua prematura scomparsa. Poi il lento e graduale declino fino a stabilizzarsi in quel campionato regionale dilettantistico che oggi è denominato Eccellenza, probabilmente più consono alle attuali potenzialità economiche del sodalizio e per la lungimiranza del progetto portato avanti dal nuovo Corso Dirigenziale. Faenza, una città conosciuta a livello mondiale per la sua cultura e per l’industria legata al settore della ceramica, con il contributo eccellente come notorietà intercontinentale portato dal Minardi team, per vent'anni al Top del Mondiale di formula Uno. 
L’attività calcistica ha inevitabilmente vissuto momenti bellissimi e frustranti, e senza andar tanto addietro nel tempo, ci soffermiamo sull’ultimo periodo per ricordare personaggi e aneddoti che possano far trasparire quella emozione quella forza e carica interiore che si respirava e che traspare ancor oggi quando si pensa a questa Società.
Probabilmente il periodo di fine anni 80 e inizio anni 90 è stato uno dei più delicati,il calcio stava cambiando, in meglio, l'aspetto economico stava prendendo il sopravvento su altri valori che oggi cerchiamo di ritrovare. 
Dopo gli anni dell'Autogestione, il Faenza stava cercando una nuova stabilità dirigenziale, con una squadra che comunque esprimeva un buon calcio,in una serie D vissuta tranquillamente, ma si andava verso importanti cambi generazionali anche fra gli atleti, e si iniziavano ad intravedere i frutti del lavoro svolto dal settore giovanile con un titolo italiano Juniores nel 1987.
L'avvento della gestione Minardi che identifica in Ivano Gavella il timoniere giusto per un manipolo di giovani "assaltatori", cambia l'impostazione, l'appeal, il feeling anche fra squadra e tifosi, peraltro a Faenza mai particolarmente numerosi, pur se attenti e osservatori delle vicende sportive. Giocatori come Lasi, Cortini Calderoni, Minardi Protti, Poggi, tanto per citarne alcuni, capaci di esaltare ed esaltarsi con Gavella ottengono prestazioni e risultati che si susseguono in maniera importante, frutto di uno spirito di gruppo nato e cementato dal Mister, bravo tanto a insegnare vita e calcio che a suonare la chitarra con i ragazzi...quindi si vola in C2 quasi in un sol fiato, per la prima volta nella storia biancazzurra. Poi arrivano sulla scena i Regno, gli Osio, i Biso, Maschio e Montipò, ma resta il gruppo, la forza del collettivo. Certo il calcio professionistico spreme energie economiche e mentali, c'è poco sostegno dal mondo imprenditoriale locale, tutto il peso è sulle spalle del Presidente Minardi, che però conferma anche nel mondo del calcio di avere una parola sola, facendo fronte a tutti gli impegni. La squadra scende di categoria, fino a iniziare quel percorso sempre più proiettato ad una gestione più attenta al vivaio, all'impiego di calciatori nati e crsciuti in casa. Da otto anni in Eccellenza, il Faenza prova tiepidamente ad un nuovo salto in Serie D nel 2007 con l'apporto di giocatori del calibro di Rinaldini, Merloni, Medri, Scarabelli, tutti ex Professionisti. Ma l'equazione tecnico economica non è vincente, ed il peso di quella gestione resta per anni sulle strutture societarie.
Si arriva ai giorni d'oggi, con Minardi presidente onorario e tre Dottori Commercialisti faentini a gestire un gruppo di giovani faentini sotto ai 23 anni come età, affidati ad un tecnico giovane ed ambizioso come Agostino Vezzoli, il Faenza dei miracoli parte per salvarsi e costruire la basi per un futuro economicamente sano legato ad un tessuto tecnico cittadino.
Questo costituirà lo "scudetto" del Faenza, un progetto serio, sobrio, attuale e nel contempo  avvenieristico. 


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