IL SALUTO

19.10.2013

Un fischietto e tanta passione, ciao “Cecca“

Nel luglio scorso il mondo del calcio marchigiano ha salutato uno dei personaggi del mondo arbitrale più amati nella zona di Ancona. Un appassionato di calcio, nato e cresciuto col fischietto al collo, presente sui campi da gioco fino all’età di 70 anni. Stiamo parlando di Alberto Ceccarelli, personaggio molto conosciuto negli ambienti calcistici anconetani e non solo per aver indossato per tantissimi anni la casacca da arbitro e aver contribuito a diffondere la passione per questa professione.
Da circa un anno era stato colpito dalla Sla e lo scorso luglio, alle prime luci dell’alba, “Cecca”, così lo chiamavano gli amici, ha smesso di lottare. La notizia ha rapidamente fatto il giro della città gettando nello sconforto le tantissime persone, sportive o meno, che negli anni avevano avuto il piacere di conoscerlo. 
Tra i primi a sapere quanto accaduto quella notte di metà luglio, un amico di sempre, Gigi Bontempi: “È  come se avessi perso un fratello – ha detto col cuore in gola Bontempi, per anni gestore del centro sportivo “Team Sport”, dove spesso Alberto andava ad arbitrare –. Ho conosciuto e lavorato vicino ad Alberto dal lontano 1987. Con lui mai una discussione o una parola fuori posto, in campo nonostante conoscesse tutti era inflessibile”
Lacrime di dolore anche nelle parole del gioielliere Bruno Fossatelli, altro suo grande amico: “Con Alberto ho condiviso numerose giornate di sport –  ricorda –. Spesso e volentieri andavamo ad arbitrare insieme sia il calcio a cinque che il calcio a undici. Siamo stati anche in Romagna, nel Lazio e in Trentino Alto Adige animati da grande passione”. Proprio in compagnia di Fossatelli, per diversi anni ai tempi della serie B aveva diretto le partite amichevoli infrasettimanali dell'Ancona, ma in tanti ancora oggi lo ricordano anche in veste di commentatore sportivo nell'allora TV Marche. 
Il giorno dell’addio, in tantissimi hanno affollato la parrocchia di piazza Salvo D’Acquisto e dai capannelli formatisi fuori composti da ex colleghi e amici, un ricordo unanime si è sollevato: il ricordo di quanto fosse appassionato al mondo del calcio e in particolare di quanto amasse indossare quella casacca e quel fischietto da arbitrio.

Il ricordo cordialità e professionalità
Sposato con la signora Luciana, alcuni anni fa aveva perso un figlio in un drammatico incidente stradale nei pressi dello stadio Del Conero. Un dolore immenso per Alberto e per l'intera famiglia che ha sempre portato nel cuore e nella mente il ricordo di questo ragazzo da tutti definito sincero e generoso cosi come il papà. Alla fine degli anni Settanta, Alberto intraprende la carriera di rappresentante nel settore dell'abbigliamento per aprire poi un punto vendita in via Calatafimi. Di pari passo si avvicina a quella che sarà poi la sua grande passione, l'arbitraggio. Le prime direzioni di gara gli vengono assegnate della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Da lì in poi in ogni dove Alberto continuerà ad arbitrare sempre animato da grande passione e professionalità. Archiviata la parentesi legata all'abbigliamento, negli ultimi anni per garantire un futuro alla sua famiglia e in particolar modo a sua figlia Michela, aveva rilevato l'edicola ubicata nella centralissima piazza Ugo Bassi. Una scelta ripagata appieno. Basti pensare che la mattina della sua scomparsa, con il negozio chiuso per lutto tanti clienti si sono fermati davanti alla saracinesca quasi a ricordare il modo di fare, la simpatia e la cordialità di Alberto. Nell’estate del 2011, dopo una serie di accertamenti, gli venne diagnosticata una forma di Sla, ovvero la sclerosi laterale amiotrofica. Visto la condizione fisica a dir poco eccellente, la speranza era riposta in un avanzamento lento della malattia tanto che aveva continuato ad arbitrare fino a pochissimi mesi fa. Ceccarelli era particolarmente conosciuto anche negli ambienti legati alla tifoseria biancorossa che lo ha ricordato con grande stima


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