CALCIO E PSICOLOGIA

12.12.2015

Sbagliando, si impara

La vera vittoria è la funzione rieducativa della pena. Per questo, malgrado i brutti episodi dello scorso 5 ottobre, la pagina di storia calcistica regionale riscritta dai ragazzi di Junior Coriano e Marignanese va inserita nel capitolo delle iniziative da ricordare positivamente. Prima i fatti, a cominciare dal finale deprecabile della sfida del campionato provinciale Allievi tra le due compagini riminesi giocata, appunto, lo scorso 5 ottobre. Al 44' del secondo tempo un giocatore colpisce un altro con una mossa degna della serie Walker Texas Ranger, i compagni vengono in soccorso dell'amico e ne nasce una rissa che coinvolge anche alcuni dirigenti. Risultato: l'arbitro sospende la partita e il giudice sportivo decide di ripeterla lo scorso 29 novembre. Non prima, però, che chi è stato coinvolto impari la lezione.

Il pomeriggio del 7 ottobre i giocatori delle due squadre hanno infatti incontrato, presso la Delegazione di Rimini, le due psicologhe Francesca Crovasce e Federica Mazza per riflettere su quanto accaduto e iniziare un breve percorso di consapevolezza e di riabilitazione, che le sole squalifiche e ammende del giudice sportivo non avrebbero potuto rendere così efficace. 

“A prescindere che è mia convinzione che il giudice sportivo avrebbe dovuto dare la sconfitta a tavolino a entrambe le squadre anzichè fare rigiocare la partita - commenta il Delegato riminese Domenico Magrini - ritengo sia stato molto utile il lavoro psicologico fatto successivamente. Da subito ho sentito che un episodio di quel genere non avrebbe dovuto finire così. Ho parlato con le due psicologhe Francesca Crovasce e Federica Mazza, dicendo a loro che non avremmo potuto concedere un premio a chi non lo meritava. Da quel momento loro hanno iniziato a convocare le parti della vicenda per incontrarle, concludendo con la convocazione di tutti i ragazzi che erano presenti alla gara del 5 ottobre, rivivendo e riaffrontando, nel modo giusto, tutti gli avvenimenti di quella partita. Alla fine hanno invitato i ragazzi ad automultarsi di una cifra simbolica di 1 euro e di devolverla al Centro 21, associazione che si occupa di ragazzi e ragazze con la sindrome di Down, che il 29 novembre sarebbero venuti ad assistere alla ripetizione della gara e che recentemente hanno ristrutturato la loro nuova sede concessa dal Comune di Riccione”.

Un bel momento, con la consegna dell'assegno e dei gagliardetti delle due società da parte dei rispettivi capitani e dell'emblema della Delegazione di Rimini da parte delle due psicologhe. “In più - aggiunge Magrini - ho voluto offrire un pallone che avevo con sopra le firme di molti giocatori di Serie A e di Serie B che hanno avuto la fortuna di non giocare mai una gara con l'esito negativo di quella del 5 ottobre”. Alla fine tutti hanno capito, perché sbagliando si impara. Il bel terzo tempo a base di crostate preparate dai genitori dei ragazzi, andato in scena dopo la ripetizione della partita lo scorso 29 novembre, è stato il modo migliore per confermarlo.