SOCIETA' STORICHE

Di Giuseppe Indelicato - (si ringrazia Mirco Mariotti per la ricerca di documenti e fotografie) - 11.02.2015

San Felice... di esserci

Impossibile dimenticare il terremoto che ha colpito la bassa modenese appena due anni e mezzo fa. San Felice sul Panaro fu senza dubbio uno dei paesi più colpiti dal sisma, ma sicuramente uno dei più combattivi. “Ripartire” era la parola d'ordine e chi ha contribuito a ridare un po' di serenità alla comunità è stata la squadra di calcio locale, l'US San Felice.

La storia calcistica è molto datata, anzi più che centenaria. La prima società calcistica di San Felice fu la SS Pro Patria, fondata nel 1912. Dopo qualche stagione nelle categorie minori all'inizio degli anni '30, la società riesce ad affrontare la Prima Divisione nel 1938. La squadra era autogestita (l'allenatore non figurava nella rosa) e molti calciatori venivano ricordati anche solo per il loro soprannome. Per esempio il portiere di quella squadra era soprannominato “L’Adriana” (le sue generalità rimangono tutt'ora sconosciute), terzini Pareschi e Righi, al centro della difesa Morini, Salotti ed Enzo Gaido (giocatore molto forte fisicamente), più avanzati giocavano “Padlèn” Golinelli, Rovatti e Martelli

Ovviamente durante la guerra l'attività venne sospesa, e nel postbellico l'attività riprese in maniera lieve con l'AC Audace. Il 28 dicembre 1958 nacque la nuova Unione Polisportiva Pro Patria. Per due anni svolse un’attività “preparatoria”, organizzando gare ciclistiche per dilettanti, gimkane automobilistiche, tornei estivi di calcio, gare di gokart, tornei dei bar. Il tutto era finalizzato a reperire fondi per la gestione delle sue rappresentative calcistiche nel Comitato della Lega Giovanile di Finale Emilia. Così arrivò il 1960 quando la Pro Patria tornò nel calcio che conta, a quei tempi un traguardo molto impegnativo, non solo per l'interesse agonistico ma anche per il banco di prova tecnico e soprattutto organizzativo. La società dovette partire dal campionato amatori Uisp dato che la Figc non aveva omologato il terreno di gioco, che era limitrofo alla Rocca Estense. Le prime contendenti in quel girone B 1960-61 furono Virtus Camposanto, Piemme Club Bastiglia, San Prospero, Budrione, Migliarino, Polisportiva San Faustino, Juventina San Possidonio, Soliera e Sorbara. 

L'anno successivo la società venne ammessa ufficialmente in Figc e negli anni '60 si alternò tra Seconda e Prima Categoria. Poi, grazie alla ristrutturazione dei campionati dilettantistici, nella stagione 1970-71 la Pro Patria conquistò la Promozione con al timone Loris Chelli, che era subentrato a Franco Guerzoni, uno dei fondatori della società. Nel 1974-75 diventò Presidente Rinaldo Lugli, proprietario della Rilus, mobilificio che produceva cucine componibili, un'azienda che negli anni ha dato lavoro a tante famiglie della zona e unificò il suo marchio al nome della società: Rilus Pro Patria. 

Fu la svolta perché nella stagione 1975-76, sotto la guida di mister Mario Castellazzi, la squadra conquistò la promozione in Serie D al termine di uno storico spareggio vinto 2-0 contro la Mirandolese, disputato il 17 giugno 1976 allo stadio “Braglia” di Modena davanti a 10.000 persone. Decisiva fu una doppietta di Loris Belluzzi che “costrinse” i fratelli Gennari, podisti di fama mondiale e sanfeliciani doc, a tornare a casa di corsa dal “Braglia”.

L'anno successivo però, su precisa richiesta della Figc, la società fu costretta a cambiare la propria denominazione per evitare l'omonimia con la storica Pro Patria, quella di Busto Arsizio, che aveva calcato anche i campi della Serie A, perché le autorità di allora temevano che questa omonimia potesse creare burocraticamente dei disordini nei tabulati e nei rapporti fra le due società e la Federazione: così nacque l’attuale Unione Sportiva San Felice. La Pro Patria non abbandonò l'attività ma continuò, in sinergia con la nuova società, con il Calcio Femminile e il Calcio a 5.

La società rimase per tre stagioni in Serie D con due salvezze sofferte e una retrocessione che comportò una progressiva decadenza che la portò, negli anni, a disputare il campionato di Seconda Categoria. Nel 1995-96 la società si riaffacciò in Promozione e ci rimase quasi costantemente. Poi, esattamente dieci anni fa, si insediò alla presidenza l'imprenditore locale Dario Tassi, proprietario del salumificio Valpa, e la società nella stagione 2005-06 salì in Eccellenza senza mai più lasciarla, nemmeno dopo il terremoto. Al termine della stagione 2011-12, infatti, il consiglio della società comunicò al tecnico Gianni Pellacani, attuale allenatore della prima squadra, l’intenzione di iscrivere il San Felice in Terza Categoria. Poteva essere la fine di una splendida rincorsa sportiva, invece la società, grazie alle agevolazioni che la Figc concesse, decise di chiedere a tutto lo staff di lavorare gratis, di abbattere i rimborsi spese, con l'impegno di trovare sponsor al di fuori della zona sismica che potessero contribuire alla ripartenza da quel campionato faticosamente mantenuto in quegli anni, ma soprattutto per salvaguardare un settore giovanile che coinvolge circa 200 ragazzi. Una scommessa condivisa da tutti e vinta alla stragrande. E i risultati degi ultimi anni lo dimostrano, soprattutto col terzo posto conquistato nella scorsa stagione grazie a un girone di ritorno straordinario. Perché lo sport è vita e a San Felice sul Panaro questo lo sanno.             


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