SOCIETA'

04.10.2012

Sambaldi, orgoglio biancorosso

Dici Fabio Sambaldi e, in questi giorni, pensi subito alla Triestina: la vicenda legata alla Società del capoluogo regionale, ormai tristemente nota a tutti con il fallimento e la creazione di una nuova Società che riparte dall'Eccellenza, ha rilanciato agli onori delle cronache un allenatore "fatto in casa" per gli alabardati. 
È proprio Sambaldi, che dopo la creazione della Us Triestina 2012 S.S.D., è stato chiamato come allenatore della prima squadra: una Triestina costruita in fretta e furia, che però ha dimostrato in questo inizio di stagione che le potenzialità ci sono tutte e che i tifosi potranno togliersi le loro belle soddisfazioni, anche se fino a qualche mese fa le avversarie erano quelle della Lega Pro Prima Divisione.
Mister Sambaldi, ci può raccontare la sua personale esperienza in questa estate alabardata?
Dopo il fallimento della vecchia Società, con tutto quello che è passato e che ormai è tristemente noto, intorno al 4 di agosto mi trovavo in vacanza a Lignano e sono stato contattato dall'assessore allo Sport del Comune di Trieste, Emiliano Edera, che mi ha chiamato per cercare di dare una mano alla nuova creatura che stava nascendo. Un gruppo di imprenditori ha pensato alle quote, formando la Srl che gestisce la Società, mentre io e il Direttore sportivo Petagna ci siamo occupati del lato sportivo: da questa base, l'iniziativa ha preso piede e intorno al 10-15 di agosto io e Petagna ci siamo ritrovati a dovere imbastire la squadra per affrontare l'Eccellenza. Non abbiamo quasi avuto il tempo di renderci conto della situazione che già ci trovavamo a dovere programmare l'intero campionato: io, per esempio, avrei dovuto allenare lo Zaule Rabuiese che l'anno scorso avevo guidato. Siamo partiti in netto ritardo rispetto alle altre concorrenti del campionato, però con molti sforzi siamo riusciti a costruire una rosa importante che speriamo ci possa dare risultati e procurare gioie allo splendido pubblico di Trieste.
Una partenza ritardata: ma come è stata gestito l'inizio di stagione, iniziando in ritardo di quindici giorni rispetto agli altri? Viene seguita una linea di condotta particolare?
Abbiamo dovuto intraprendere una preparazione fisica un pò più concentrata e non siamo riusciti a lavorare tranquillamente, anche perché tre settimane dopo il nostro raduno sarebbe iniziato il campionato e l'obiettivo era quello di arrivare allenati ma non troppo a questo appuntamento. Proprio per questo abbiamo ristretto la preparazione atletica e l'abbiamo velocizzata: non sono soddisfatto perché ovviamente, per il mio concetto di pre-stagione, avrei voluto trattare il tutto in maniera più accurata ma i tempi erano quelli. Direi che al momento le nostre condizioni fisiche non sono ottime, ma non potevamo certamente pretendere di più, anche perché si tratta di un gruppo completamente nuovo, visto che nemmeno un giocatore dello scorso anno è rimasto in rosa.
Un piccolo flash sulla partenza del campionato di questa nuova Triestina...
Direi che il nostro inizio di stagione è stato buono, ma c'è ancora tanto da costruire: dal terzo giorno di preparazione abbiamo iniziato a lavorare molto sulla parte difensiva, che io considero fondamentale per il tipo di calcio che le mie squadre praticano. Appena adesso abbiamo iniziato a curare un po' di più l'attacco: il fatto poi di aver vinto 4-0 il derby con il San Luigi è un caso, perché lì abbiamo segnato tre reti in venti minuti. Il calcio è strano, lo sappiamo tutti, non avremo sempre questo tipo di momenti realizzativi, visto e considerato che quello offensivo è anche il reparto dove abbiamo maggiori carenze.
Un'ultima domanda, quella che interessa di più ai tifosi. Dove può arrivare questa Triestina secondo mister Sambaldi?
In realtà non lo sappiamo nemmeno noi: quello che posso dire è che le intenzioni della Società e dello staff tecnico sono di fare un campionato di vertice; poi, ovviamente ci auguriamo di arrivare a ridosso delle prime, ma quello dipende solo da noi e dalla nostra volontà di migliorare. Trieste è una grande piazza, non possiamo certamente nasconderci: basti pensare che, per pubblico, lo stadio "Rocco" è il quinto stadio dalla Serie B in giù e tutto questo dà un'idea della tradizione e della passione che c'è nella nostra città. Trieste crede in noi e soprattutto penso che i nostri sostenitori possano vedere il lavoro e la volontà che ci mettiamo in ogni allenamento, considerando poi che è un grande orgoglio per me essere qui. Io, da triestino, la giudico un'esperienza unica e quello che mi piace sottolineare è che anche il mio vice è di Trieste, gran parte della rosa è fatta da giocatori della città e il pool di imprenditori che gestisce la nuova Triestina è sano: insomma, il progetto c'è e le intenzioni sono le migliori.


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