SOCIETA' STORICHE

Di Giuseppe Indelicato - 09.01.2015

Salutiamo il grande Soragna

A Soragna dici sport ed inevitabilmente pensi al calcio. Non tanto per mancanza di alternative, giacché in questa vivace borgata della Bassa parmense trovano spazio diverse altre discipline, quanto per la forza della tradizione ed il peso della storia che da queste parti fanno rotolare il pallone da football da più di novant’anni. Risale al 1921, infatti, l’atto di nascita della locale compagine calcistica, al tempo denominata Soragna Sport Club e composta esclusivamente da ragazzi del paese. Il calendario dei primi anni di attività agonistica è costituito unicamente da partite amichevoli organizzate contro analoghe realtà di località vicine, quali Noceto e Salsomaggiore, o della città.

Nel 1928, due anni dopo l’istituzione anche nel parmense del comitato locale dell’U.L.I.C. (Unione Libera Italiana del Calcio), il Soragna Sport Club si iscrive per la prima volta ad un campionato, quello uliciano appunto. Ed è proprio a cavallo fra gli anni Venti e Trenta che il football riesce a radicarsi nella realtà di Soragna: la squadra di calcio incendia di passione un intero paese, che segue con crescente entusiasmo le gesta dei suoi eroi sportivi, soprattutto in occasione dei sentitissimi incontri di campanile contro Fontanellato e Busseto.

Se nel 1932 la società calcistica soragnese diventa una delle vittime della crisi economica che colpisce l’intero mondo occidentale, lo stesso non si può dire per la passione per lo sport, che continua ad animare decine di ragazzi del paese. Ecco allora che il vuoto creato dalla scomparsa del glorioso sodalizio viene riempito da espressioni tipiche del regime in auge, quali il Fascio Giovanile di Combattimento, la Gioventù Italiana del Littorio e l’Opera Balilla: attraverso queste espressioni di politica applicata allo sport, il calcio di Soragna riesce comunque a proseguire un’attività piuttosto regolare, sebbene solo a carattere amichevole, fino al termine del secondo conflitto mondiale.

L’immediato dopoguerra, carico di incertezze e di miseria, colpisce com’è ovvio anche Soragna: ne consegue anche per la locale società calcistica una serie di stagioni confuse. E’ questo il motivo per cui fra il 1945 ed il 1956 il campo sportivo ospita improvvisate partite amichevoli anziché una regolare attività agonistica gestita da una vera e propria società. 

Nel 1956 si pone fine a questo stato di cose: con la rinascita dell’Associazione Sportiva finalmente Soragna torna ad essere rappresentata nel football provinciale. Si comincia dagli Amatori C.S.I., per poi rientrare nei ranghi federali e nel giro di pochi anni scalare le gerarchie calcistiche di casa nostra.

Si raggiunge la vetta nel biennio 1958-1960, quando i bianco-verdi si aggiudicano consecutivamente il campionato di Prima divisione e quello di Seconda categoria. La squadra è seguita in casa e in trasferta da centinaia di tifosi, con affluenze che, per i derby col San Secondo, raggiungono e spesso superano le duemila unità. E’ l’epopea del cosiddetto “Grande Soragna”, l’epoca d’oro del calcio all’ombra della Rocca dei Principi Meli Lupi: ancora oggi, nei bar o nei ritrovi, capita di sentir parlare di quei giocatori con la stessa riverenza che i tifosi del Toro riservano a “Bacigalupo, Ballarin, Maroso”.

Come nelle più spettacolari montagne russe, però, anche per il calcio soragnese, dopo la repentina e ubriacante salita, arriva inaspettata la discesa più vorticosa e inarrestabile. Nel 1963 la disgraziata fusione con il Fidenza dà origine alla mai amata FideSor, seguita in successione da quattro anonime stagioni in Terza categoria e addirittura da cinque anni di totale inattività. Il calcio a Soragna diventa così un gigante addormentato: chi lo risveglierà?

Nel 1974, con la ricostituzione dell’A.S. Soragna e la sua iscrizione al campionato amatoriale U.I.S.P., il calcio locale vive la sua ennesima rinascita. Negli anni successivi, iscritto ai campionati federali con l’anglofila denominazione di Football Club Soragna, il sodalizio neroverde ricomincia la scalata a categorie più consone al suo blasone. La salita non sarà così rapida e travolgente come quella degli anni Cinquanta: non è necessariamente un male. Sette stagioni di Terza categoria, due di Seconda e quattro di Prima: parrebbe il risultato di una oculata programmazione sportiva a medio-lungo termine. Nell’estate del 1990, invece, il calcio di Soragna vive qualcosa che assomiglia più ad uno psicodramma che alle notti magiche mondiali: una dirigenza stanca e sfiduciata rinuncia al titolo sportivo azzerando così in pochi concitati giorni gli sforzi compiuti negli anni precedenti.

E’ un nuovo inizio, ma questa volta non si riparte da zero: il settore giovanile prosegue l’attività grazie ad un comitato di volontari e appassionati che non vogliono arrendersi alle circostanze negative che ancora una volta hanno investito la loro passione. 

Si arriva così all’epoca più recente della storia del calcio di Soragna, quella finalmente caratterizzata da una stabilità societaria che permette alla squadra di compiere progressi graduali ma costanti, tanto che nel 2000 - dieci anni dopo la rinuncia - regalano a squadra e paese il significativo ritorno in Prima categoria.

Da allora ad oggi, salvo le due stagioni dal 2002 al 2004, il Soragna ha sempre militato fra Promozione e Prima categoria, un progresso non indifferente, soprattutto se rapportato alla difficile situazione di (ri)partenza nel 1990. Oltre alla categoria, però, vi è un altro aspetto di cui i dirigenti del club neroverde vanno particolarmente fieri: si tratta del settore giovanile, che nella stagione 2013-14 vede al via ben dieci squadre, dalla formazione Juniores fino alla Scuola Calcio riservata alle classi 2008-09. E toccherà proprio a loro, ai ragazzini oggi nel vivaio, portare avanti negli anni a venire la bandiera del Football Club Soragna 1921, una società che guarda al futuro senza mai dimenticare il proprio passato, ricco come pochi altri di gloria e nobile tradizione.                           

(si ringrazia Matteo Tonna)       


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