IL PROGETTO

Di Gaetano Sconzo - 19.12.2015

Quando latino e filosofia perdono la partita

Operazione “Licei sportivi”, già in moto anche in Sicilia. Otto province hanno risposto “presente” e nell’anno scolastico in corso già si sono attivate per dare atto al decreto dell’assessore regionale alla Pubblica Istruzione per la realizzazione del Decreto del Presidente della Repubblica  n. 52 del 5 marzo 2013. Ai nastri, però, tutti presenti meno uno: Agrigento, che aveva individuato il proprio centro operativo nella “Crispi” di Ribera, è rimasta al palo: “Una dolorosa rinuncia - riferisce il professore Giovanni Caramazza, coordinatore per il Sud di questa interessante e futuristica iniziativa - sulla quale si deve riflettere, ma ci si dovrà coordinare per trovare una soluzione positiva, che innanzitutto tuteli gli interessi degli studenti interessati. è stato l’assessorato regionale della Pubblica Istruzione a fare le scelte, sentiti ovviamente i pareri delle Province, dell’Ufficio scolastico regionale e dei Consigli scolastici provinciali”.

Professor Caramazza, subito un calcolo che chiarisca le idee: in Sicilia, quanti studenti ne usufruiscono? 

Non meno di 250.

Qual è la sfera sportiva trattata? 

Tutte le discipline vengono monitorate, analizzate scientificamente e praticate nei limiti ovviamente della disponibilità di impianti adeguati. Ma devo dire che in tal senso gli obiettivi sono stati centrati, in quanto le scuole prescelte ne dispongono o comunque usufruiscono di attrezzature all’altezza della situazione.

Già, ma quali scuole hanno ottenuto la preferenza? 

I Licei scientifici, individuati quali i più adatti a una specializzazione sportiva. Ma è opportuno pensare a rivedere e soppesare le linee guida. Peraltro oggi ogni considerazione mi sembra prematura, poiché l’avvio è stato laborioso, e perciò ritardato, per la stipula di un protocollo di intesa con il Coni. Non va peraltro sottovalutata la circostanza che è risultata riduttiva la scelta in ciascuna provincia di una sola classe di uno Scientifico, pur in presenza di ben più corpose richieste di adesione.

Nell’orario settimanale di studio come si inserisce lo sport?

Nel biennio iniziale si punta su tre ore di lezione sportiva, più una di educazione fisica. Nel triennio finale invece lo sport prende il posto del latino, del disegno, della storia dell’arte e, per un’ora, della filosofia.

Proviamo dunque a simulare l’indirizzo didattico sportivo.

Premesso che gli insegnanti sono quelli abituali di educazione fisica, comunque specializzati e selezionati opportunamente, va detto che nelle ore di sport si cercherà di affiancare al docente campioni dello sport o personalità che possano rendere più efficace l’insegnamento. Nel triennio finale peraltro sono previste anche tre ore di diritto ed economia dello sport. Anche perché si vuole assicurare agli studenti  una competenza che vada al di là del semplice esercizio tecnico.

Chi si diploma in “sport” godrà di facilitazioni? 

Per il momento non sono state precisate. Però penso che, al di là di un attestato cartaceo, si potrebbe anche approdare ad esempio a una corsia preferenziale per l’ammissione alla facoltà universitaria di Scienze Motorie, ai ruoli tecnici delle varie Federazioni, oppure anche ai gruppi sportivi militari. 

Palermo, capoluogo della regione, ha localizzato il proprio centro d’azione nell’istituto Maiorana.

Penso che la scelta sia stata ottimale. Vi opera un ottimo insegnante specializzato, qual è il professor Giuseppe Pellitteri. Unica nota stonata mi sembra la circostanza che nella classe prescelta siano in nettissima minoranza le studentesse, appena quattro su trenta. Penso che nel tempo si debba mirare con maggiore concretezza alle quote rosa, che secondo una mia logica non devono assolutamente essere inferiori al 50%. In tal senso farò un apposito intervento nel corso dei monitoraggi nazionali periodici che opereremo attraverso il Tavolo Tecnico del Ministero della pubblica istruzione, con i coordinatori del Lazio per la fascia centrale della Penisola, e del Veneto per quella settentrionale. Ma devo notare che ancora l’operazione dovrebbe procedere a costo zero, dunque a carico dei singoli Licei scientifici. Non mi sembra ammissibile, ad esempio, che la specializzazione degli insegnanti, presso il Centro di Formia, debba avvenire senza usufruire di un finanziamento dall’alto.

Tiriamo le somme; quando sperate di entrare a regime in modo davvero efficace?

Siamo partiti da pochi mesi, quindi in fase di rodaggio. In  ogni caso si deve attendere l’esito del primo quinquennio, quando avremo i primi diplomati in “sport”. Dopo di che potremo stilare un bilancio. Anche perché frattanto nascono già proposte di miglioramento meritevoli di analisi. Per esempio, a Palermo ci si fa notare che atleti nazionali di canoa frequentano istituti differenti dal Maiorana. Si arriverà quanto meno all'assegnazione di un tutore interno?

Insomma nel quadro generale del progetto “Licei sportivi” prospettive allettanti, meritevoli in ogni caso di perfezionamento. Ma frattanto “Radio fante” lancia un  Sos: che fine fanno i campionati studenteschi?

Una fine determinata dai finanziamenti dall’alto. Si ammette che nel 2011 esistevano fondi pari a 60 milioni di euro per pagare i docenti (sei ore settimanali di straordinario per undici mesi, da dedicare ai cosiddetti gruppi sportivi d’istituto, ndr) e nel 2014 siamo scesi a 14 milioni? La Legge vorrebbe inoltre che si aboliscano i coordinatori provinciali dell’educazione fisica, demandando ogni competenza al coordinatore regionale: provate a immaginare quale sarebbe in Sicilia il suo più che dispersivo compito in una regione che comprende sei milioni di abitanti, distribuiti in nove province!”.     

Coinvolti 3.124 studenti di 113 istituti italiani
L’iniziativa dei Licei sportivi attua l’interesse dell’Unione Europea appunto per lo sport, in particolare per i suoi aspetti sociali e culturali, nonché per i valori sociali ed educativi che lo sport trasmette. Su scala nazionale, per il momento gli istituti coinvolti, distribuiti in cento province, sono 113: 43 al Nord, 28 nel Centro, 42 nel Sud e nelle isole. Prevale, ovviamente per estensione, Roma con cinque. Tengono banco i Licei scientifici con il 60,18%. Gli studenti impegnati sono 3.124.

Sull'Isola 8 Licei scientifici partecipano al progetto

In Sicilia, il progetto impegna otto Licei scientifici:

“Alessandro Volta” di Caltanissetta;

“Giovanbattista Vaccarini” di Catania;

• Statale “Pietro Farinato” di Enna;

“Lucio Piccolo” di Capo d'Orlando, per Messina;

• Istituto di istruzione superiore “Ettore Majorana”
   di Palermo;

• Statale “Enrico Fermi” di Ragusa;

• Istituto di istruzione superiore “Filippo Juvara”
   di Floridia, per Siracusa;

“Pietro Ruggeri” di Marsala, per Trapani.

Non è operante il progetto dell'istituto di istruzione periore “Francesco Crispi” di Ribera, per Agrigento.