JIUNIORES REGIONALI

09.06.2014

Piovese, indimenticabile prima volta

Indimenticabile, come tutte le prime volte. Anche di più, forse, visto che in pochi a inizio stagione avrebbero scommesso su questo trionfo. E invece la Piovese è lì, davanti a tutti, campione regionale Juniores per la prima volta nella sua storia. Troppo forte la squadra di Williams Righetto, si è dovuto arrendere all'evidenza anche l'ottimo Villafranca di mister Massimo Bubani, sconfitto 3-0 nella finalissima di San Bonifacio: punteggio pesante ma giusto, e trofeo “Renzo Tizian” meritatamente nelle mani dei biancorossi di Piove di Sacco. Pochissimo tempo per festeggiare, però, con la fase nazionale dietro l'angolo. Coach Righetto indica la strada: “Vogliamo la finale”. Ma non è spacconeria, piuttosto la consapevolezza di avere una grande opportunità e di volersela giocare fino in fondo.
La stessa consapevolezza, del resto, con cui la Piovese ha affrontato lo “spareggio” tra le prime della classe nella categoria Juniores Elite. Di fronte, come detto, c'era il Villafranca Veronese, formazione uscita vincitrice dal girone A (con 72 punti, uno in più dei cugini dell'Ambrosiana) a suon di gol: ben 83 messi a segno in 32 partite di campionato. Una bocca di fuoco che, però, i biancorossi patavini (leader del girone B con 77 punti, +8 sulla seconda, la LiventinaGorghense) hanno saputo disinnescare con l'arguzia tattica: il 4-4-2 studiato da Righetto per l'occasione è riuscito, infatti, a mandare in tilt i meccanismi scaligeri, specie in mezzo al campo, dove aggressione e ripartenze veloci della Piovese hanno avuto la meglio. Così sono nati sia il gol che ha sbloccato la partita (ispirato da Visinoni e firmato da Ferrari, abile a saltare in dribbling il suo marcatore per poi infilare la porta avversaria con un destro chirurgico), sia il raddoppio dei padovani (azione da playstation chiusa da Visinoni, su perfetto traversone da sinistra di Berenzi).
Un tremendo “uno-due” che, dopo nemmeno mezz'ora di gioco, aveva già scritto il destino della finale. Il Villafranca ha avuto comunque il merito di provarci con tutte le proprie forze, soprattutto tra la fine della prima frazione e l'inizio della ripresa, ma Aliperti e compagni, pur collezionando corner a ripetizione, non sono mai riusciti a bucare il portiere avversario Cardillo (dal canto suo, strepitoso sul colpo di testa a botta sicura di Adami, al 12' del secondo tempo). Inevitabile, con il passare dei minuti, lo sfilacciamento tra i reparti dei veronesi, cui, però, la Piovese ha dato il colpo di grazia solo a pochi secondi dal 90', dopo aver mancato più volte l'appuntamento con la terza rete: a mettere il punto esclamativo sul match, il neo-entrato Giuliato (classe '97), lesto a girare in rete da distanza ravvicinata sugli sviluppi di un calcio d'angolo.
Solo strette di mano al termine dell'incontro: ha vinto sì la squadra più forte, ma contro un avversario assolutamente degno della finale, anche per la sportività dimostrata dopo il triplice fischio di chiusura. “Il risultato è giusto - è l'analisi del tecnico scaligero Bubani a fine gara -. Al di là del divario nel punteggio, che poteva essere più o meno ampio, complessivamente loro si sono dimostrati più bravi. Cosa ci è mancato per vincere? Credo niente, abbiamo fatto la nostra partita, giocando il calcio che conosciamo e, se andiamo a vedere le statistiche, abbiamo totalizzato anche un numero maggiore di tiri in porta e di calci d'angolo rispetto alla Piovese. Non dimentichiamoci che i nostri sono tutti ragazzi del '96, ad eccezione del capitano, e affrontavano avversari di un anno più grandi: non vuole essere una scusante, ma questa differenza si è vista a livello di 'malizia' e fisicità, come ha ammesso anche il mio collega Righetto. Loro sono stati bravi soprattutto a sfruttare i nostri errori, che ci sono stati, com'è normale che sia nel percorso di crescita di atleti così giovani. Abbiamo scelto di giocarci la finale con tutti i ragazzi che ci hanno permesso di arrivare qui oggi, e questo per noi è comunque motivo di grande orgoglio”.


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