EDITORIALE

Di Giuseppe Ruzza - Presidente CR Veneto - 16.04.2015

Partecipare, un diritto di tutti

Calcio femminile, integrazione. L'evento “Tim Donne in gioco” di Verona ha avuto certamente il merito di richiamare l'attenzione su questi due temi molto importanti. Ringrazio, quindi, Tim e la Lega Nazionale Dilettanti per averci dato l'opportunità di ospitare il contest in Veneto, così come tutte le persone che sono intervenute: il nostro Presidente Felice Belloli, Fiona May, mister Antonio Cabrini, l'Associazione Ex Calciatori dell'Hellas, le giocatrici dell'Agsm Verona, le bambine e i bambini che hanno dato colore e allegria alla giornata, e così via. Non da ultimo, un grazie speciale lo merita il nostro Responsabile regionale del Calcio Femminile, Paolo Tosetto, al solito instancabile (e inarrestabile!) quando si tratta di dare impulso a manifestazioni che danno visibilità al movimento in rosa.

Personalmente, ho preso parte all'incontro di Piazza Bra con particolare piacere, anche perché negli ultimi anni il Comitato Regionale Veneto è stato quanto mai “attivo” su entrambi i fronti, calcio femminile e integrazione. Per quanto riguarda il primo, sempre grazie al contributo di Paolo Tosetto e della sua squadra, abbiamo promosso tantissime iniziative sul territorio, ospitando, per esempio, due partite di qualificazione ai Mondiali della nostra Nazionale Femminile, a Bassano e a Vicenza, ma anche la Supercoppa Italiana di serie A, a Montecchio Maggiore, ottenendo ottime risposte di pubblico in tutte e tre le occasioni. Non ci vogliamo fermare qui, il calcio delle donne è bello, sano e merita più spazio: lavoreremo affinché ciò si realizzi.

Non da meno, è stato il nostro impegno in tema di integrazione, nella sua accezione più ampia. Già con il contest Tim Together del 2013 avevamo avuto modo di parlare di accoglienza della diversità, dando risalto alle società venete più coinvolte in questo senso: un'iniziativa di enorme successo, a testimonianza del buono che c'è nella nostra regione e nel nostro calcio. Negli ultimi mesi, invece, ha fatto “notizia” l'iscrizione della Polisportiva Pallalpiede, la squadra del carcere Due Palazzi di Padova, al campionato Figc di Terza Categoria padovana. Un progetto unico in Italia, che, al di là dell'eco mediatica che continua ad avere, sta procedendo per il meglio, grazie alla collaborazione di tutte le parti in gioco, sia dentro che fuori dall'Istituto. Miglior esempio di integrazione credo non ci possa essere.

Anche durante il mio intervento a Verona ho voluto rimarcare quanto abbiamo fatto in questi due anni e più di lavoro. Ma non per sbandierare ai quatto venti quanto siamo stati “bravi”, bensì per sottolineare come il ruolo di chi governa il calcio non sia solo quello di amministrare, di organizzare, di gestire. Una parte fondamentale della nostra “missione” è educare, promuovere i valori dello sport, dare pari opportunità a tutti coloro che amano questo gioco e vogliono partecipare. Ecco, la parola chiave, in fondo, è proprio questa: partecipare. Un diritto che tutti devono avere.


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