CALCIO A 5 FEMMINILE

Di Angela Colaprico - 11.01.2014

Noci: una scuola di calcio anche per le ragazze

Non solo il campionato regionale per Angelo Mastrocesare e il suo United Noci.  C’è anche un nuovo, stimolante progetto che riguarda la Scuola Calcio e ha preso finalmente il via qualche mese fa dopo alcuni rinvii dovuti all’utilizzo del palazzetto. L’impiantistica sportiva, argomento sotto gli occhi di tutti, è un aspetto fondamentale per lo sviluppo dell’attività sportiva soprattutto nelle province. Così, dopo avere risolto alcuni problemi relativi proprio alla location dove far sorgere la base operativa del progetto, adesso lo United Noci si è calato pienamente nella realtà di una Scuola Calcio riservata solo al vivaio femminile. Una scelta probabilmente rischiosa da parte della Società, ma destinata a fare la fortuna di quelle piccole atlete che hanno sposato la causa del pallone credendo fortemente nelle potenzialità di questo sport. 

Mister, finalmente da qualche mese ha preso via il progetto della Scuola Calcio. Come nasce questa idea?

Con l’avvio di questa seconda stagione, la Società United Noci ha deciso di attivare il progetto di avviamento alla Scuola Calcio, già pensato lo scorso anno. Lo scopo è ampliare la conoscenza di questa disciplina facendola praticare già nell’ambito giovanile, puntando però esclusivamente sulle ragazze. Una scelta, a mio avviso, non facile, proprio perché mirata e quindi col rischio di uno scarso riscontro, considerando che non esistono ancora campionati giovanili femminili e le bimbe sono ammesse a giocare con i maschietti, solo fino a 12 anni. Comunque era importante partire, e attualmente abbiamo sette ragazze iscritte, di età compresa fra i 13 e i 17 anni.

Lo sport come strumento di aggregazione, ma soprattutto di solidarietà. Sappiamo che nel progetto sono coinvolte anche bimbe di famiglie con qualche difficoltà economica.

Sì, certamente. La nostra idea è quella di dare a tutte le ragazzine, di qualsiasi estrazione sociale esse siano, la possibilità di partecipare, crescere, praticare sport e magari di far parte della squadra maggiore in un prossimo futuro. 

Pensa che questa possa essere la strada giusta da percorrere per creare nuova linfa nel futsal femminile nostrano?

Sì, penso proprio che questa sia la soluzione migliore per dare continuità a un movimento in crescita, ma che non dovrà commettere gli stessi errori fatti nel settore maschile, dove l’ambizione di vittoria prima e la speculazione poi, hanno fatto perdere di vista gli obiettivi principali di questo sport. Non a caso, si intravede già da diverso tempo lo smisurato utilizzo di giocatrici straniere, con conseguenti pseudo procuratori al seguito, ma anche di giocatrici italiane che fanno richiesta di eccessivi rimborsi. Noi, invece, abbiamo deciso di andare decisamente controcorrente, con la solita ingenua, ma determinata, stimolante passione.                  


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