SOCIETA'

16.04.2015

Munxhufuni: nome esotico, cuore molisano

Il nome sembra venuto da lontano, così “esotico”. Eppure dietro quel nome c'è una bella realtà, una di quelle piccoline ma che costituiscono l'ossatura del calcio molisano. La squadra in questione è il Munxhufuni (si legge esattamente come è scritto), ovvero la formazione di Montecilfone. L'idea di questo nome così singolare è nata quando in paese erano due le compagini calcistiche e serviva fare una distinzione. Così una era il Montecilfone, l'altra l'equivalente ma in lingua albanese. Non è un caso nemmeno questo: un tributo alla componente albanese del paese, sempre molto presente e comunque un pilastro importante della comunità. Così è stato naturale chiamare la squadra nella sua versione “straniera”. “Volevamo distinguerci - spiega una delle anime della formazione, Nicola Ierbs - e così abbiamo deciso per un nome insolito”.

La tradizione del Munxhufuni è lunga. La squadra milita nei campionati molisani da diversi anni e, nonostante le forti difficoltà che affronta ogni stagione, continua a esserci. C'è sicuramente quest'anno, sfidando le complessità che si hanno nel portare avanti un progetto simile. “Per questa stagione i risultati non sono propriamente quelle sperati - continua Ierbs -. In realtà il nostro obiettivo non è quello di un piazzamento tra le prime della classe, ma piuttosto la volontà di fare disputare il campionato nonostante tutto. Si tratta di una sfida con noi stessi, animata dalla volontà di non far sparire il calcio a Montecilfone. Ormai la nostra società è l'unica e il solo sport che si disputa resta il calcio”. Insomma, si tratta essenzialmente di un'azione sociale, una di quelle necessarie per tenere impegnati i ragazzi del posto. 

Eppure non è un'impresa facile. “Noi, ossia io e gli altri dirigenti che portano avanti la società, siamo di un'altra generazione. Per noi il calcio era il divertimento più importante, lo facevamo davvero con gusto. Invece i ragazzi di oggi sono del tutto diversi. è davvero difficile riuscire a trovarne di volenterosi e appassionati a questo gioco, soprattutto in una realtà piccola come la nostra”, spiega con amarezza Ierbs. Che deve scontrarsi con la difficoltà di un ricambio generazione che tarda ad arrivare. “Il nostro obiettivo a lungo termine resta quello di trovare una quadratura che permetta di andare avanti in maniera duratura e che consenta di trovare altri ragazzi disponibili ad abbracciare il nostro progetto. Altrimenti le prospettive per il futuro saranno davvero poco confortanti. Noi abbiamo deciso di impegnarci a fondo per mandare avanti la squadra, ma non possiamo farlo all'infinito. Servono forze fresche che vogliano prendere il nostro posto e che decideranno di proseguire lungo lo stesso percorso. Ma non è facile trovarli”, commenta il dirigente, ormai arresosi di fronte a una realtà sofferente. 

“I fattori sono molteplici - spiega -. C'è sicuramente la crisi economica che rende tutto più complicato e gravoso: le persone rimaste senza lavoro, e qui da noi ne ce ne sono tante, hanno meno voglia di impegnarsi in un'attività come quella calcistica. E anche il solo seguire la squadra è faticoso. Accanto a tutto questo c'è anche una difficoltà nel trovare giovani che vogliano giocare e alzare il livello della squadra. Qui, ormai, ne sono rimasti pochissimi e anche quei pochi hanno altri interessi, cercano divertimento non più nel calcio ma in altri ambiti”. A tirare le somme finisce che ci sono sempre gli stessi in società, come un serpente che si morde la coda.

“Con pochi mezzi anche i risultati scarseggiano - sottolinea Ierbs - e così il paese non ci seguire più come un tempo. C'è qualche fedelissimo, ma la maggior parte probabilmente si aspettava risultati diversi rispetto a quelli che stiamo avendo adesso”. Eppure, nonostante tutto questo, non si parla affatto di mollare: “Lo facciamo per i ragazzi, in attesa di tempi migliori e di giovani che vogliano raccogliere il testimone” spiega ancora Ierbs, speranzoso che, dopo gli alti e bassi di questa stagione, la prossima porti nuovo entusiasmo nei confronti del calcio in paese.