PRIMA CATEGORIA

15.05.2015

Moneglia, un anno travagliato

Alfio Guazzoni dagli anni '70 ha fatto la storia del calcio a Moneglia, prima da dirigente della Monegliese poi da Presidente del Moneglia. Oggi la sua squadra lotta per salvarsi nel campionato di Prima Categoria dove è appena ritornato in questa stagione al termine di un ciclo emozionante che l’aveva visto arrivare fino in Promozione per poi ripiombare in Seconda.

“Tutto sommato la nostra stagione è stata buona - spiega - non siamo in una situazione drammatica, anche se a inizio campionato perdendo quattro titolari in due partite siamo andati in difficoltà. Gli infortuni hanno pesato in una rosa di 23 giocatori, abbiamo sofferto molto ma siccome siamo una società tranquilla siamo rimasti vicino al mister e ai giocatori, siamo corsi ai ripari sul mercato e non abbiamo perso grosso terreno. A dicembre sono arrivati Caleo, Grosso e Bianchi e con un attaccante, un centrocampista e un difensore abbiamo  cambiato radicalmente l’assetto della squadra”.

“Abbiamo perso contro le grandi - prosegue Guazzoni - ma le abbiamo messe in difficoltà, l’unica brutta sconfitta è arrivata con i quattro gol subiti dal Follo, le altre ce le siamo giocate e la vittoria di Levanto è stata importante.  Se ci dovessimo salvare, vista la nostra partenza a handicap, sarebbe come avere vinto il campionato: si poteva perdere la testa e finire in una situazione peggiore, come è successo al Santa Maria, ma piano piano ci siamo risollevati”.

Guazzoni ha buone parole per il suo mister Andrea Ricci: “è stato nostro giocatore tanti anni, sono molto soddisfatto del suo operato. Non sono un mangia allenatori, Vassalli con me c’è stato sette anni, qualcuno al mio posto forse avrebbe cambiato guida tecnica quando eravamo in difficoltà, io gli ho dato fiducia. Lui ha un ottimo carattere e sa come prendere i giocatori, qualche anno a Moneglia gli farà bene per puntare a categorie superiori”.

Alfio Guazzoni è nel calcio a Moneglia dagli anni '70, nell’AC Moneglia dal 1986 dopo la fusione fra Monegliese e Atletico Moneglia. “Il nostro top è stata la Promozione, che abbiamo toccato in più di una occasione, ma quello che manca è il campo, un bel centro sportivo per fare il salto di qualità. Noi giochiamo alla Secca in terra battuta, in un campo che va sfruttato per parcheggi o altri eventi, quello che serve è un impianto: esiste nella zona del Bosco del Prete, mi piacerebbe essere ancora in società quando e se si realizzerà. Il Moneglia, infatti, è la mia seconda famiglia, anche se mia moglie dice che è la prima… Devo molto ai miei cari che mi consentono di portare aventi questa passione. Sono tifoso del Milan ma preferisco seguire il mio Moneglia alla domenica, un ambiente che mi piace, è bello incontrare amici e avversari in compagnia”.                                         


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