L'ANGOLO DEL FISCO

Di Gaetano Anaclerio - 05.12.2015

L'incompatibilità del ruolo di presidente

Con istanza inviata al Comitato Regionale Puglia della Lega Nazionale Dilettanti, una società ha chiesto chiarimenti in merito all’eventuale incompatibilità di incarico Presidente ricoperto dalla stessa persona per due società differenti. In particolare, è stato chiesto alla Commissione se sussiste inconciliabilità per il fatto che, per uno dei due club, il Presidente si troverebbe a essere sia beneficiario che debitore (con firma di assegni per traenza e per girata), in quanto la società distribuisce i proventi pubblicitari a tutte le socie, tra cui vi è la stessa associazione sportiva dilettantistica; se, inoltre, il Presidente di un club affiliato a una Federazione o a un Ente di promozione sportiva possa essere il Presidente di una delle società che è parimenti affiliata. 

Doppia presidenza? A volte si può
Partendo da tale ultimo quesito, se lo Statuto della società prevede la possibilità che il Presidente ricopra la medesima carica all’interno dell’organigramma di una delle società associate, occorre valutare a quale Federazione o Ente di associazione sportiva o discipline associate siano affiliati entrambi i sodalizi. L’art. 90, comma 18-bis, della legge 27.12.2002, n. 289, infatti, prevede che “è fatto divieto agli amministratori delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche nell’ambito della medesima Federazione sportiva o disciplina associata se riconosciute dal Coni, ovvero nell’ambito della medesima disciplina facente capo a un Ente di promozione sportiva”. 

Dunque, presupponendo che una delle due società sia affiliata alla Figc, nel caso in cui anche l’altra sia affiliata non è possibile che il Presidente di una ricopra lo stesso ruolo nell’altra. Diversamente, nulla osta al mantenimento di entrambe le cariche. In tal caso, e passando al primo quesito, non sussistono incompatibilità di principio per il fatto che il Presidente si troverebbe a essere sia beneficiario che debitore. Del resto, anche la legge sull’assegno (R.D. 21.12.1993, n. 1756) prevede all’art. 17 che la girata può essere fatta anche a favore del traente o di qualunque altro obbligato, i quali possono di nuovo girare l’assegno. Tuttavia, per evitare una possibile confusione di patrimoni, è necessario che il traente o girante - debitore - apponga sopra la propria firma la dicitura, preferibilmente mediante apposito timbro, di “Presidente della società”, mentre il beneficiario o giratario dovrebbe apponga sopra la propria firma la dicitura, preferibilmente mediante altro timbro.