FAIR PLAY

Di David Ávila Melizza Andrea - 15.10.2013

Lezioni di fair play a Montesilvano

Il calcio dilettantistico ha molto da insegnare agli illustri colleghi professionisti, come dimostra la bella iniziativa di fair play avvenuta a fine partita tra l'Atletico Montesilvano e la Torrese Calcio, nella gara valida per il campionato Juniores di Pescara.
A fine gara i 22 ragazzi in campo, le panchine, la terna arbitrale e i dirigenti, si sono ritrovati per celebrare il famoso e conclamato terzo tempo - quasi sconosciuto sui campi di calcio -. Promotore dell'iniziativa un dirigente della squadra adriatica, Francesco Falconetti, che come ha dichiarato: "L'iniziativa è nata un po' per caso in quanto la partita terminava all'ora di cena, così abbiamo pensato di ospitare con un pasto cordiale gli avversari, organizzando un momento di socializzazione al di fuori del campo di calcio, e magari appianare qualche piccolo diverbio nato sul campo".
"Questa esperienza è stata un piccolo laboratorio - continua Falconetti - e si è rilevata estremamente positiva, sicuramente tenteremo di ripeterla nelle partite a venire. Inoltre  abbiamo intenzione di esportare questa iniziativa anche nelle altre squadre delle diverse categorie cui partecipiamo; se il nostro è un calcio dilettantistico sul piano sportivo, vogliamo però insegnare grandi valori in campo umano".
Il terzo tempo è nato nel 1871 in occasione della sfida internazionale di rugby tra Scozia e Inghilterra. Fu Renè Crabos, leggenda del rugby francese, a definire "i tre tempi del rugby". Il primo tempo è l'allenamento settimanale. Il secondo tempo è la partita. Infine, il terzo tempo, il più importante di tutti: l'incontro con gli avversari e gli arbitri.
Anche la Serie A aveva sperimentato il terzo tempo nel 2008: al termine della sfida tra Fiorentina e Inter le squadre e gli arbitri si erano riunite spontaneamente nel cerchio di centrocampo per salutarsi. L'avvenimento fece molto piacere alle istituzioni calcistiche e alla Figc che, pochi giorni dopo, deliberò che al rientro in campo dopo lo stop natalizio il terzo tempo si sarebbe svolto su tutti campi. Decisione che suscitò qualche polemica, dato che molti sostennero che il terzo tempo non poteva essere reso obbligatorio, in quanto pratica che deve nascere spontanea e non sotto costrizione. Sfortunatamente l'iniziativa morì a fine campionato e se ne persero le tracce.
Speriamo che la bella iniziativa intrapresa dalla Società abruzzese sia di spunto anche per altre squadre, in modo da educare i nostri ragazzi a una nuova cultura dello sport fin da piccoli. Piccoli che molto spesso vengono spinti a un agonismo sfrenato da allenatori e genitori, che vogliono vederli diventare dei "grandi campioni" dimenticando che il calcio prima di tutto è uno sport da praticare in gruppo per divertirsi.


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15.01.2013
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