SECONDA CATEGORIA

17.07.2013

Leivi una Prima ottenuta sul "campo"

Per impianto di gioco, impegno coi giovani, sostegno dei tifosi e strutture, la Seconda Categoria andava stretta a Serafino Oneto e al suo Leivi che, attraverso i playoff, hanno conquistato un nuovo habitat: la Prima.
Presidente, cosa si prova?
Vincere una finale è sempre emozionante, il nostro obiettivo era quello di arrivare tra la prime cinque e alla luce dei risultati posso dire che è stato centrato. A coronare questa bella annata c'è anche il successo in Coppa Disciplina, ci tengo molto che i nostri ragazzi siano l'esempio di un comportamento esemplare.
Qual è stata la dote principale della sua squadra?
Anche se è un termine inflazionato direi il gruppo. Avevamo molti nuovi elementi da inserire e all'inizio ci sono state alcune difficoltà. Poi, anche grazie all'arrivo di Portorico, lo spogliatoio si è amalgamato al meglio e nelle fasi finali della stagione l'unione è stata la nostra arma in più. Non va dimenticato l'apporto di alcuni elementi di categoria superiore come Cardinali, a lunghi tratti fermo ai box ma sempre decisivo.
Cosa si aspetta dal futuro?
Il nostro progetto è quello di aprire le porte agli impresari della zona. In Prima i costi gravitano e l'entusiasmo non basta, abbiamo bisogno di aiuti esterni. Non nascondo che tra un paio di anni, trovato il giusto assetto, mi piacerebbe puntare alla Promozione.
Le strutture di certo non vi mancano...
Il nostro Comunale in erba naturale, omologato per l'Eccellenza, è un impianto di ottimo livello, come dimostra la collaborazione con la Virtus Entella: la Berretti biancoceleste è venuta ad allenarsi da noi per preparare al meglio la finale Scudetto contro il Carpi, ad esempio. Recentemente abbiamo inagurato il nuovo campo a sette dove giocheranno le nostre leve giovanili, il futuro di questa Società. Il Comune ha in programma anche la costruzione di foresterie utili per le squadre che vorranno passare i loro ritiri immerse nel verde.
Il fondo in erba vera potrebbe rappresentare un vostro punto di forza.
Gli avversari spesso non sono abituati a questo terreno e ciò va a nostro favore, dato che proviamo sempre a imporci attraverso il gioco. Spero che anche in futuro il nostro campo di casa possa essere considerato un "fortino", anche grazie al tifo dei nostri sostenitori, sempre più presenti e in grado di trascinare la squadra.
Un augurio per il prossimo campionato?
Riuscire a coinvolgere ancora di più la gente del posto.


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