CAMPIONATI

Di Massimiliano Mascolo, giornalista Rai - 16.07.2012

Le tre signore del Lazio tornano in scena

Gli appassionati si stanno preparando, l'avvenimento è storico. Dopo quasi cinquant'anni, Civitavecchia, Rieti e Viterbese (in rigoroso ordine alfabetico) si sono ritrovate insieme in Eccellenza, il massimo campionato regionale, e si preparano a rinverdire storiche sfide per il calcio dilettantistico laziale. Le date sono già segnate sulle agende: 10 novembre per la sfida tra Civitavecchia e Rieti, il 22 dicembre per Viterbese-Rieti e il 5 gennaio per Civitavecchia-Viterbese. Tre Società che hanno ereditato tradizione e vittorie, ma anche sconfitte e tribolazioni, di club del passato per i quali parla la carta d'identità: anno di fondazione 1936 per il Rieti, dove il calcio esisteva anche prima: 1920 per il Civitavecchia; addirittura 1909 per la Viterbese, ma il primo campionato disputato "solo" nel 1924.

TRADIZIONE E VITTORIE
Tradizione e vittorie: per Rieti due anni in serie B subito dopo l'ultima guerra; per Civitavecchia una lunga militanza nella serie C degli anni '30 e poi in C2 negli anni '80; per Viterbo tre apparizioni nella terza serie nazionale con l'ultima, la più lunga, ricordata soprattutto per i playoff promozione in B persi con il Crotone (giugno 2004), seguiti dall'inopinato crac societario: ma qui  è più roba da cronaca giudiziaria che non sportiva. Del resto tutte e tre sono già passate per quei percorsi a cui ci ha abituati il calcio moderno, dove il titolo sportivo non basta più e accade di trovarsi di fronte a traumatici passi indietro.
Proviamo a ricordare le sfide che hanno coinvolto i centri più importanti dell'Alto Lazio in un periodo che va dal 1953 al 1967, rigorosamente in zona-dilettanti, altrimenti il discorso si farebbe lungo. Partiamo dal campionato 1953-54: Civitavecchia appena sceso dalla Quarta Serie, Rieti e Viterbese che avevano salvato il loro posticino nella Promozione laziale allora ai primi passi. Il Rieti sfiora il salto di categoria (terzo a due punti dall'Italcalcio Roma) e mette in mostra giocatori interessanti come Attilio Galassini e Antonio Tomassoni; il Civitavecchia è più staccato, al sesto posto, ma va peggio alla Viterbese che retrocede. 

IL TERZETTO SI RICOMPONE
Il terzetto si ricompone due stagioni dopo: campionato 1955-56 che sarà ricordato per il testa a testa tra Spes Roma (che lo vincerà) e Tivoli, e per le nevicate che da gennaio in poi stravolgeranno il calendario: il torneo finirà a giugno inoltrato. Terzo posto per i viterbesi di Ermete Patriarca e Giacomo Berardi, sospinti dai 22 gol del giovane capocannoniere Pietro Cipriani. Più indietro Rieti e Civitavecchia.
L'anno dopo, stagione 1956-57, è il Rieti a fare la parte del leone: arriva terzo, concede appena tre pareggi alle sue avversarie nella "tana" del campo Fassini. La "stella" è un centrocampista dai piedi buoni, Giuseppe dell'Uomodarme. Gli amaranto-celesti vengono ammessi alla Quarta Serie, e guardano dall'alto il campionato dilettanti 1957-58, quello vinto dal Civitavecchia con cinque punti di vantaggio sulla Viterbese. Una squadra, quella tirrenica, che occupa ancora oggi un posto nel cuore dei tifosi cittadini, perché vinse anche lo scudetto di categoria nella finale giocata all'Olimpico di Roma contro il Leffe: il portiere Gallinari, i difensori Parisi, Brinati, D'Agostino, Zambelli, Guglielmi; la coppia Bortolin-Bortolon che faceva impazzire i "proti" (i responsabili delle tipografie dove si stampano i giornali) di allora; un attacco atomico con Fiori, Stenti, Pierini, Mari, Oscar Lini. E in panchina un autentico signore e grande professionista come "Bebetto" Malinconici: l'unico, per inciso, ad avere guidato tra i dilettanti tutte e tre le protagoniste della nostra storia.

LE DOCCE FREDDE
Le tre "signore" si ritroveranno soltanto nella stagione 1961-62: in mezzo due docce fredde per il Rieti che nel 1959 perde (proprio a Viterbo) lo spareggio col Tivoli per il passaggio in Quarta Serie, e nel 1961, dopo avere vinto il suo girone, non raggiunge le finali interregionali malgrado la grande annata del portiere De Fraia (di Civitavecchia...). Anni, questi, segnati da rivalità cittadine: con la Mancini Civitavecchia, l'A.C. Viterbo, l'Olimpia Rieti. Per salvare il posto in quella che era diventata la Prima Categoria laziale, la Viterbese è costretta a una fusione con il Tuscania. è il campionato 1962-63: lo vince l'OMI Roma che onora la memoria di Umberto Nistri appena scomparso; la Viterbese è seconda, scavalcata dai romani nello scontro diretto all'ultima giornata; bella figura fanno il Civitavecchia al terzo posto e il Rieti al quinto. 

La grande annata
Per i reatini solo un antipasto della grande annata 1963-64: con Ermes Borsetti in panchina, la squadra guidata dai gol della coppia Jovino-Orlandi, dall'esperienza di Tomassoni, Galassini e Mosconi, dalla verve del capitano Brusadin e di Rucci, vince il girone con otto punti di vantaggio sulla Stefer (storica Società romana), batte due volte il Civitavecchia che finisce la stagione al quinto posto, mentre la Viterbese le impone due pareggi, unici lampi di un'annata deludente. Il Rieti va in Serie D dopo lo spareggio con il Formia: Civitavecchia e Viterbese restano nei tornei regionali ad aspettare la promozione, fino al campionato 1966-67. Stavolta si afferma il Civitavecchia allenato dal cavalier Giuseppe Banchetti, con De Lucia in porta, D'Alberto e Fabbri sulla linea dei terzini, Gualtiero Brunelli al centro dell'attacco. Il Rieti è quinto, la Viterbese ottava. Si ritroveranno tutte in Serie D, l'anno dopo, grazie all'ampliamento dei quadri. La storia si chiude temporaneamente il 14 maggio 1967, ultima giornata, con il pareggio tra Civitavecchia e Rieti; e saranno proprio queste due a scriverne un nuovo capitolo a metà novembre. La storia continua...

Rieti da cadetti 
La squadra nasce ufficialmente nel 1936 con il nome di Supertessile Rieti dalla fusione tra le due squadre calcistiche minori, inizialmente distinte: il Victoria Rieti e il Rieti FC. Gli amarantocelesti arrivano rapidamente al campionato di Serie C che lasciano con l'inizio della Seconda guerra mondiale. Rifondato nel dopoguerra, il Rieti viene ammesso d'ufficio alla Serie B Sud, dove rimane per due stagioni consecutive. Dopo il biennio, per la Società seguì un periodo di crisi che portò i  reatini a una permanenza altalenante tra Promozione e IV Serie. 
Periodo altalenante che prosegue anche negli anni Novanta, quando il club gioca in Eccellenza. 
Nella stagione di Serie D 2004-2005 il Rieti conquista la promozione in Serie C2, vincendo con una giornata di anticipo il campionato di Serie D. La permanenza nei professionisti si conclude nella stagione 2007-08, con il ritorno in Serie D prima, e due stagioni dopo, la discesa in Eccellenza.


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