EDITORIALE

16.04.2015

La crisi sembra infinita ma noi non molliamo

Non vi è ombra di dubbio su quanto risulti critico il momento che sta attraversando il calcio italiano. Una crisi che colpisce indistintamente sia il movimento professionistico che quello dilettantistico, riconducibile principalmente alle difficoltà economiche che attraversano il nostro Paese e delle quali, a malincuore, non si riesce a scrivere la parola fine. Ma la crisi non è sicuramente solo economica. Quello che più mi preoccupa è l’evidente perdita di valori e principi. Quelli che dovrebbero animare lo sport, soprattutto se dilettantistico.

è in quest’ottica che il Comitato Regionale Umbria sta cercando di proseguire la propria attività in modo costante e coerente agli obiettivi che si è prefissato. Le attività e i progetti promossi sono orientati alla continuità nella formazione di giovani talenti, allo stesso tempo consolidando negli stessi la passione per il calcio e offrendo sempre nuove possibilità e opportunità alle società affiliate. Proprio per questo il Comitato ha optato per l’acquisto di una sede di proprietà anche nella provincia di Terni, per offrire un servizio sempre più di qualità a tutte le società del comprensorio ternano e per dare lustro al movimento calcistico umbro. Una decisione sicuramente non facile, data la difficile contingenza economica, ma che il Comitato ha deciso di intraprendere per dimostrare l’impegno e la tenacia con cui persegue i propri obiettivi.

Stessa tenacia che serve alle società per proseguire la propria attività nonostante la difficoltà di reperimento di risorse utili. A tal proposito, vista la volontà manifestata dalle affiliate nel corso delle riunioni che si sono svolte nell’ultimo mese, si sta valutando l’ipotesi di un accorpamento dei campionati di Seconda e Terza Categoria, al fine di ridurre le distanze chilometriche delle trasferte e abbattere così i relativi costi.

Ciò consentirebbe anche un sostanziale incremento di gare di interesse locale e un aumento dell’attrattività dei singoli territori. Posso assicurare che il Comitato Regionale Umbria si impegnerà affinché le società e, quindi, l’intero movimento calcistico, possano superare le difficoltà esistenti e tornare a “sorridere” in campo.


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