SOCIETA' STORICHE

Di Damiano Montanari - 11.11.2013

Il segreto del Bosco

Guastalla, 7 ottobre 2013. Cerchio rosso sul calendario, perchè potrebbe essere l’inizio di una nuova epoca per la società reggiana. Una trentina di società rappresentate, i dirigenti a fare gli onori di casa insieme ai responsabili del Centro Nuovo Benessere, che ha accolto l’iniziativa, e poi lui, Francesco Bosco, docente di Scienze Motorie all’Università di Parma, l’uomo cercato dalle grandi d’Europa che ha scelto di dare il suo contributo anche al mondo del calcio dilettantistico. L’idea è intrigante, i risultati sorprendenti. Merito del “Metodo Bosco” illustrato in occasione della presentazione del “Progetto Sport Rieducation Lab” organizzato dal Centro Nuovo Benessere, dove si è svolta l’iniziativa, e dal Guastalla Calcio, che ha ben compreso l’opportunità da cogliere. 
“Abbiamo deciso di avvalerci di questo nuovo metodo – spiega il direttore sportivo del club Marco Becchi – per il numero di infortuni e di recidive che abbiamo subito nel corso degli anni. E’ un fenomeno che incide in modo considerevole sulle rose nelle nostre categorie”. Da qui l’idea di rivolgersi al professor Francesco Bosco. “A livello dilettantistico ha lavorato l’anno scorso con la Meletolese che poi ha vinto il campionato di Promozione, ma, a livello professionistico, ha collaborato con il Paris Saint Germain di Ancelotti, con l’Inter, con il Verona, con il Parma e con la Juventus, in cui oggi ricopre il ruolo di consulente dello staff sanitario. I suoi insegnamenti stanno già dando buoni risultati”. 

Le cinque fasi
Il metodo Bosco ha l’obiettivo di creare un programma rieducativo personalizzato e, partendo da match analysis, si compone di cinque fasi. La prima è il controllo del dolore e dell’infiammazione, quindi va ad affrontare il recupero dell’articolarità e della flessibilità, il recupero della forza e della resistenza muscolare, il recupero della coordinazione ed il recupero della  gestualità. “Il lavoro – spiega Becchi – si basa sulla valutazione degli effettivi movimenti che gli atleti fanno durante una partita. Se un atleta fa, ad esempio, circa 750 cambi di direzione durante una partita non è giusto che alleniamo i giocatori solo a correre dritto”. 
Il metodo Bosco porta a risultati sorprendenti. “Il recupero dei giocatori infortunati avviene in tempi inferiori ed è più efficiente, diminuendo il rischio di recidiva”. Importante anche il lavoro di prevenzione da svolgere durante l’anno. “Uno studio effettuato negli Stati Uniti – spiega infatti Becchi – e condotto su un campione di seicento atleti ha dimostrato che un allenamento di 15’ al giorno con la tavola propriocettiva diminuisce del 40% il rischio di infortunio”. Queste e molte altre le indicazioni avute da allenatori, dirigenti e addetti ai lavori in occasione della presentazione del “Progetto Sport Rieducation Lab”. E’ ancora presto per poterlo affermare con sicurezza, ma l’impressione è che l’introduzione del metodo Bosco possa rappresentare l’inizio di una nuova epoca nella prevenzione e nella gestione degli infortuni. 


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