STORIE

14.05.2015

Il Mancio al friuli “forza Maranese”

Forza Maranese!”. No, signori e signore, l’urlo non arriva dagli spalti dell’impianto della Bassa e dalle ugole di qualche tifoso gialloverde, ma esce direttamente dalla bocca del tecnico dell'Inter, Roberto Mancini, abbracciato a Giorgio Zanutta, tecnico della Maranese neopromossa in Seconda Categoria. “Zorz”, come viene affettuosamente chiamato da sempre alle nostre latitudini, non è infatti soltanto un autentico totem del calcio dilettantistico locale, ma è anche un arzillo signore che 23 anni fa aveva davanti a sè - da diciottenne - un futuro radioso da professionista prima che il destino si accanisse contro di lui.

Stagione 1991-1992, Zanutta sbarca a Genova - sponda blucerchiata - da Udine e non arriva in una squadra qualsiasi. No, quella è la Sampdoria di Vialli e Mancini, del santone jugoslavo Vujadin Boskov in panchina, fresca di scudetto e finale di Coppa dei Campioni a Wembley persa ai supplementari contro il Barcellona che passa al 112’ grazie a una bordata pazzesca di “Rambo” Koeman. In quel club “Zorz” dovrebbe giocare in Primavera, ma il vecchio “Vuja” vede in questo ragazzo friulano un prospetto di sicuro avvenire e se lo porta in prima squadra. Anche in Europa dove siede in panchina contro Rosenborg, Stella Rossa e Panathinaikos in quel girone che vale l’accesso alla finalissima nel tempio del calcio inglese.

Poi, però, seguendo il teorema secondo il quale la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, l’anno successivo Zanutta viene dirottato a Ferrara, alla Spal, per “farsi le ossa” in Serie B. Ma dopo due giorni di ritiro un infortunio pazzesco all’arco plantare lo costringe a 18 mesi di stop: carriera professionistica finita e addio ai sogni di gloria. Passano gli anni, il Mancio conquista titoli e allena alcune tra le migliori squadre del mondo mentre “Zorz” combatte sui campi di periferia e si ritaglia una nuova vita da “uomo normale”. Vede il suo ex compagno di squadra una sola volta – 13 anni fa – ai tempi in cui guidava la Lazio, fino a martedì sera, post partita di Udinese-Inter. Nella zona mista del “Friuli” passa Mancini per il classico giro delle interviste. Zanutta è lì, lo saluta e lui, dopo un attimo di sorpresa e di spaesamento, lo riconosce. Si avvicina, si informa di che fine abbia fatto, abbozza un mezzo sorriso quando scopre che allena in Terza - “ma abbiamo vinto il campionato”, sottolinea con orgoglio “Zorz” - e alla fine, come testimoniato dalle immagini di Massimo Radina su “A Tutto Campo” postate su Facebook, esplode in un sincero: “Forza Maranese!”. Come si dice in gergo pallonaro? Ah sì, semplice: tanta roba Giorgio. Tanta roba davvero.