SOCIETA'

10.04.2015

Il buon calcio ha radici profonde

Ormai è una delle realtà consolidate del calcio giovanile regionale: la Fraterna Soccer School ne ha di storia alle spalle. Permette ai ragazzi di apprendere i rudimenti del calcio sin dal 1975, una delle scuole più longeve di Isernia e dell'intero Molise insieme alla San Leucio. Un traguardo invidiabile quello della struttura isernina, le cui colonne portanti - Tonino Biasella e Renato Ruggeri - hanno impostato nel migliore dei modi.

Per la stagione in corso sono circa 120 i ragazzi che, tra le diverse categorie, svolgono attività con la Fraterna. E i risultati si vedono. La scuola calcio è in lotta per le prime posizioni sia nella categoria Allievi che nei Giovanissimi regionali e sforna ogni anno calciatori in erba che poi cercano di compiere il salto di qualità. Sono disseminati un po' ovunque in regione, qualcuno è riuscito anche ad arrivare ai campionati professionistici. E sono il vanto dell'intera compagine isernina, un punto di arrivo per tanti ragazzi che vedono nel calcio una ragione di vita oltre che tanto divertimento.

Eppure quello che motiva i dirigenti della Fraterna è soprattutto la volontà di educare i ragazzi. “è la linea che hanno sempre seguito Tonino e Renato - spiega Carlo Di Somma, uno dei dirigenti -. E noi, che siamo venuti dopo, io ad esempio collaboro con loro da una decina di anni, seguiamo la loro linea di principio”. Cos'è che anima questa società? La voglia di educare prima d'ogni cosa. “La nostra priorità è far diventare questi ragazzi uomini prima ancora che calciatori. Siamo rigidi nelle regole, chiediamo che abbiano innanzitutto voglia di fare e spirito di sacrificio. Solo dopo viene l'insegnamento del gioco del calcio che, ovviamente, è importantissimo”. 

Regole ferree quelle che vigono sui campi di calcio della Fraterna e negli allenamenti: “Chi si comporta male non fa per noi. E i ragazzi lo sanno: lo mettiamo in chiaro da subito così che non ci siano equivoci. Con queste premesse nessuno si permette di contravvenire alle regole. Al contrario. I ragazzi sono tutti eccezionali”. La prima regola, quindi, è quella di educare e di rispettare quanto viene premesso sin dall'inizio del campionato. Per il resto si tratta di giocare e divertirsi e, se proprio ci scappa, vincere. Come sta succedendo quest'anno, con le formazioni che sono in lotta per i playoff nelle categorie regionali.

Dietro, come detto, c'è tanto lavoro e molta attenzione ai particolari, soprattutto comportamentali e in particolare quando i ragazzi sono piccoli. è proprio allora che l'accuratezza degli allenatori tocca il suo apice, proprio per seguire lo spirito di educatori in primo luogo. Nel corso degli ultimi anni, la Fraterna ha visto una serie di successi sportivi che hanno ripagato del grande impegno che viene profuso sui campi. Dal vivaio della società isernina è venuto fuori un giovane che adesso gioca nel Cesena. Ancora. “Lo scorso anno abbiamo siglato un accordo con l'Isernia Fc e, insieme alla San Leucio, abbiamo curato la scuola calcio della società riuscendo a fare un ottimo lavoro”. Ci sono poi tantissimi altri ragazzi che adesso giocano nel Campobasso e comunque in altre realtà molisane che contano. Un lavoro certosino quello della scuola calcio che, così come è andato avanti negli ultimi 40 anni, proseguirà - i dirigenti se lo augurano - ancora per tanto altro tempo.