SECONDA CATEGORIA

08.05.2014

Gir. D - bivio Savignone: si va avanti o si chiude?

"Dopo tanti anni qui al Savignone io e tutti gli altri dirigenti ci stiamo concentrando sulle scelte da fare per la prossima stagione. In tutta onestà, devo dire che stiamo riflettendo seriamente sull’opportunità o meno di restare nel calcio, viste le spese e le mille difficoltà a cui andiamo incontro ogni anno di più”. Parole, amare, di Salvatori, Presidente del Savignone. La società, infatti si trova dinnanzi a un bivio: andare avanti o interrompere l'attività nonostante la bella stagione vissuta sul campo. 
“Intendiamoci - prosegue il numero uno - i ragazzi e lo staff di questa società meriterebbero in pieno,  sia per quello che stanno facendo quest’anno che per quello che molti di loro hanno fatto negli scorsi anni, ma purtroppo la faccenda si fa sempre più pesante e le risorse sono sempre di meno. Fino a qualche anno fa, ad esempio, il Comune di aiutava in qualche modo, ma adesso anche quel poco è stato azzerato, con le conseguenza che tutto il peso grava sulle spalle di poche persone, sempre le solite”.

E pensare che la stagione è andata decisamente bene...
Purtroppo sarebbe davvero un peccato. I giocatori, com’è giusto che sia, hanno continuato a giocarsela contro tutti gli avversari, partita dopo partita, ma purtroppo la situazione, anche nell’intera vallata, non è certo facile. Ormai siamo rimasti noi, Busalla e Ronco, per il resto non c’è più nessuno e anche l’idea di unire le forze con qualche altra società non credo sia davvero praticabile.

Tornando al calcio giocato, come giudica il lavoro di mister Cantoni? 
Buono, come del resto quello di tutta la squadra che ha avuto solo un difetto, anzi due: prima di tutto, troppi pareggi e poi troppi errori sotto porta. I gol sbagliati, però, alla fine ci stanno, bisogna capire che fanno parte del gioco. Ci sono momenti della stagione in cui magari anche mezzo tiraccio finisce in rete e momenti in cui invece devi sudare fino al novantesimo per riuscire a segnare un gol. E poi, sbagliano i campioni della Serie A quindi figuriamoci se non si può sbagliare in Prima Categoria. I tanti pareggi invece proprio non capisco da cosa derivino. Forse è un problema di tranquillità, di testa più che di gambe.

Possiamo sperare, alle fine, in un vostro ripensamento in extremis sulla questione societaria? 
Vedremo. Dobbiamo parlarne con calma, magari a campionato finito, per capire meglio quale sia la situazione e la volontà di ognuno di noi. Non è in discussione la nostra passione o il nostro amore per questa società, ma solo la disponibilità di risorse. Sarebbe un peccato, però, lo ripeto ancora, perché con noi sparirebbe un’altra fetta di calcio di questa vallata.                            


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