ATTIVITA' GIOVANILE

16.09.2012

Forgiare il baby calciatore di talento

Si è parlato di sviluppo e selezione del talento nel giovane calciatore nel corso del convegno nazionale tenutosi mercoledì 23 maggio nell'Aula Magna della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Udine e che ha interessato circa duecento persone. Per tutti gli addetti ai lavori, tra cui molti studenti di scienze motorie, questo evento culturale sul calcio si è rivelato di assoluto interesse grazie agli approfondimenti accademici sugli aspetti legati al talento.
Organizzato dal Settore giovanile e scolastico del Friuli Venezia Giulia con il contributo della Scuola regionale dello sport del Coni, il Comitato Regionale Fvg e con il patrocinio del corso di laurea in Scienze Motorie, il corso di laurea magistrale in Scienza dello Sport, l'Università degli studi di Udine e l'Aips (Associazione Italiana Psicologia dello Sport), il convegno "La formazione del giovane calciatore: il talento" ha visto la partecipazione del Presidente del Settore giovanile e scolastico Gianni Rivera e alcuni relatori d'eccezione intervenuti insieme al coordinatore federale regionale Giovanni Messina, che per l'occasione ha vestito i panni di puntuale e sintetico moderatore. 

Rinnovare il futuro
L'obiettivo a breve termine è l'istituzione e l'avviamento di corsi per i giovani allenatori.
Adriano Bacconi, volto noto della "Domenica Sportiva", allenatore Uefa A, preparatore atletico e coordinatore del Settore Tecnico e del Sgs della Figc, ha presentato il progetto federale "Rinnovare il Futuro", di cui è il coordinatore, mentre il Presidente del Settore Giovanile e Scolastico Gianni Rivera ha fortemente sostenuto che la scommessa più importante da vincere nei prossimi anni da parte delle Società sportive, in particolare per quelle che si occupano di calcio, sarà quella di "Investire sul settore giovanile e su tutte le componenti educative che possano aiutare la crescita e lo sviluppo della persona prima che del giocatore, sensibilizzando la classe dirigente responsabile della corretta formazione dei ragazzi".
Rivera ha poi sottolineato l'importanza dei dirigenti al fine di favorire e sviluppare tutte le componenti in cui i ragazzi possano giocare e crescere assumendo modelli educativi utili per crescere in salute,  condividendo con i propri compagni l'esperienza  sportiva e non solo. Il calcio, dunque, come base per un corretto stile di vita, capace di trasmettere anche valori legati alla disciplina, al rispetto delle regole, al rispetto dell'avversario e della diversità altrui come fonte di arricchimento personale.

Il talento e la psicologia
Ma il convegno era soprattutto incentrato sul tema del talento nei giovani calciatori. Il tema è stato affrontato sotto tutte le sfaccettature, facendo ricorso alle scienze e alle discipline accademiche volte all'individuazione, alla scoperta e allo sviluppo di quella che è considerata non solo una prerogativa naturale o un fatto legato alla genetica. 
Lo psicologo dello sport Claudio Robazza, ha esposto i criteri "classici" d’identificazione del talento attraverso test di tipo antropometrico, condizionali e psicologici, per poi sottolineare l'importanza della capacità di prendere decisioni, mentre Stefano D'Ottavio, coordinatore dell'Area Tecnica Figc-Sgs, nonché professore associato della Facoltà di Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi Tor Vergata di Roma per i corsi di studio in Scienze Motorie, ha sottolineato come e quanto l'ambiente sia fattore fondamentale per la formazione e lo sviluppo del talento chiamando in causa le responsabilità degli adulti. Questi possono infatti stimolare tutti i fattori non ereditari legati al talento favorendo le capacità decisionali che permettono di sviluppare l'abilità tattica. In questo caso la pazienza è il requisito fondamentale da parte degli addetti ai lavori, che non debbono forzare specializzando precocemente il talento.
La psicologa Laura Bortoli ha invece a più riprese sostenuto nel suo intervento che il talento debba intendersi non solo come dote naturale, ma soprattutto come base di partenza sulla quale poi costruire la preparazione tecnica e sviluppare le competenze e le abilità degli sportivi. Il talento legato al suo sviluppo è un fatto imprescindibile, ha sottolineato la ricercatrice della Facoltà di Scienze dell'Educazione Motori all'Università degli Studi di Chieti, così come riveste un ruolo importante lo sviluppo delle capacità motorie nella fase sensibile, ovvero quell'età in cui è fondamentale sviluppare la tecnica attraverso la coordinazione, e viceversa. Pertanto si tratta di non specializzare in età precoce il talento ma lavorare sulle capacità motorie, sui presupposti della prestazione, considerando che la vita dei giovani atleti-calciatori è scandita da eventi legati alla crescita e allo sviluppo.


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