GIRONI

15.05.2015

Finali - Marche ko ai rigori ma è trionfo totale

Può un calcio di rigore cambiare il giudizio di un'avventura straordinaria? Secondo gli almanacchi sì. Secondo il cuore delle persone che l'hanno vissuta no.

Dopo una finale fra Lazio e Marche che definire emozionante è denigratorio, lo scudetto Allievi viene cucito sul petto della squadra di Fausto Tallarico. A decidere la sfida sono stati i calci di rigore. Considerando quelli che erano i pronostici - selezione laziale detentrice e stragrande favorita - già questo basterebbe per rendere i ragazzi marchigiani orgogliosi di quanto fatto, perlomeno a mente fredda. Ma se si aggiunge che nell'arco dei 40 minuti regolamentari più i 10 minuti supplementari, sostenuti e anzi complici di oltre 1000 spettatori (calore a tratti trabordante), Serpicelli e compagni hanno disputato una prova commovente, la conclusione è che il tecnico Michele Ristè e i suoi ragazzi non hanno perso. Anzi, hanno vinto. E la dimostrazione sta nel tripudio di orgoglio e applausi che il PalaTriccoli di Jesi ha riservato loro durante la cerimonia di premiazione. Un riconoscimento durato diversi minuti, spontanea conseguenza dell'ardore e impegno agonistico messo sul parquet dagli atleti. Dopo lo sconforto iniziale, i giovani talenti del futsal marchigiano hanno replicato con numerosi segnali di ringraziamento. Scene indimenticabili.

La Coppa della Torneo delle Regioni sarebbe stata la ciliegiona sulla torta, ovvio. Ma onore e merito vanno riconosciuti alla regione Lazio che se l'è portata a casa soffrendo le proverbiali sette (mila) camice.  Ci è riuscita grazie ai calci di rigore, col punteggio ufficiale di 7 a 6. Ovvero anche 3 a 3 dopo i regolamentari, divenuto 4 a 4 dopo gli extratime. 

E' il terzo TdR su tre edizioni per la Rappresentativa Allievi del Lazio. Un trionfo arrivato a conclusione di una gara spettacolare sin dalle primissime battute. Avanti le Marche con Alessandro Benigni assistito dal gemello Federico. Il Lazio replica con due reti del fenomeno Michal Raubo che fruttano il 2 a 1 con cui si chiude il primo tempo. Nella ripresa e nei supplementari il film sarà sempre lo stesso: continui botta e risposta. Ad inizio di seconda frazion Starace sigla il 2 a 2, pochi secondi dopo di nuovo Raubo firma  il 3-2. Le Marche non ci stanno e Lo Muzio le trascina al nuovo pari. Da questo momento in poi succede di tutto, con pallegol a ripetizione, ma fino al 40' il punteggio non cambierà più.

Si va ai supplementari, dove il risultato cambia,  ma non la sostanza. Uno scatenato Lo Muzio riporta avanti le Marche, Gattarelli replica un giro di lancette più tardi per il 4 a 4 che spedisce tutti ai rigori. Dal dischetto la squadra di mister Tallarico è più precisa, con Pirrocco che trasforma il rigore decisivo. 

La Lazio vince e si cuce sul petto il terzo scudetto della sua storia. Le Marche perdono e chiudono al secondo posto. Anzi no: nel cuore di chi ieri è stato al PalaaTriccoli, resterà sempre e solo un magnifico trionfo. Perché non può essere un rigore a intaccare il giudizio di un'avventura straordinaria.

GIOVANISSIMI

Il titolo dei Giovanissimi resta in Sicilia. Dopo la vittoria dello scorso anno, la Rappresentativa allenata da Corsino si laurea per la seconda volta campione d'Italia, battendo il Lazio con un 9-1 fin troppo severo per la squadra guidata da Calabria. Sugli scudi Muratore, autore di una tripletta.

Questo il verdetto dell'altra finale, quella della categoria Giovanissimi che ieri alle 9.30 ha aperto l'intensa giornata conclusiva del Torneo delle Regioni di calcio a 5 - Marche 2015, il primo TdR disputato nella nostra regione nella storia dell'evento della Lega Nazionale Dilettanti.

Un match che è stato subito vibrante, con le due squadre che cominciano ad attaccare a viso aperto sin dalle primissime battute. Il gol del vantaggio lo sigla la Sicilia, con un destro di Muratore al 3'37'' che trafigge la difesa avversaria e si infila all'angolino. La reazione del Lazio non si fa attendere e l'occasione che capita sui piedi di Filipponi è clamorosa: il capitano ruba palla a Lo Cicero (stiamo parlando probabilmente dei due più grossi talenti del calcio a 5 italiano, entrambi di appena quattordici anni ma con classe da vendere e sapienza tattica da giocatori affermati), smarca il portiere con un gran dribbling ma poi ci mette troppo a calciare in porta, permettendo a Cassarino di compiere un salvataggio sulla linea di porta a dir poco miracoloso, sicuramente provvidenziale.

A metà del primo tempo, Martellucci fa scadere i quattro secondi e concede alla Sicilia una punizione al limite dell'area di rigore: Lo Cicero calcia alto di qualche di centimetro, il Lazio tira un sospiro di sollievo. Al secondo errore, però, gli isolani non perdonano: Trincia sbaglia un passaggio nella propria metà campo, Cassarino gli ruba palla e trafigge il portiere con una puntata che si infila all'incrocio dei pali. Nel finale arriva il triplo vantaggio, con Licciardello che, da schema su rimessa laterale battuta da Cassarino, infila il pallone alla sinistra del portiere.

Nella ripresa il Lazio tenta di accorciare le distanze con un tiro di Ferretti che finisce di poco al lato, ma subisce il gol del 4-0 per via di una sfortunata deviazione di Sciarra su tiro di Cassarino. Il pivot laziale prova subito a riscattarsi facendo a sportellate con la difesa avversaria, senza però trovare la via del gol su una conclusione a botta sicura. La rete della speranza arriva poco più tardi: schema da calcio di punizione, Filipponi serve all'altezza del dischetto di rigore Quagliarini che col sinistro infila la palla sotto le gambe del portiere. Ma la Sicilia non si scoraggia e trova altri due gol nel giro di pochi minuti: prima con Muratore e poi con Licciardello. Nei minuti finali, oltre a quella di Lo Cicero, c'è spazio per altri due gol siglati da Cassarino e del solito Muratore che sanciscono così la vittoria della Sicilia. La seconda consecutiva, che conferma come il movimento isolano - al pari di quello laziale, finalista in entrambe le competizioni del TdR - sia uno dei più importanti del calcio a 5 italiano.