CALCIO A 5

14.05.2015

Femminile - Il futsal rosa diventa grande

La vittoria della Virtus Ciampino nelle Final Eight di Coppa Italia testimonia come il movimento del calcio a 5 femminile del Lazio continua a fare passi da gigante, imponendosi come uno dei migliori in campo italiano. Il successo nella finale nazionale di Coppa Italia porta in dote, oltre al prestigio per l'aver conquistato il trofeo per il club giallorosso guidato dalla Presidente Paola Mancone, la promozione in serie A, categoria che parla sempre più il dialetto della nostra regione. Un successo che non è un episodio isolato, un lampo nel cielo, ma è il frutto di un'attenta programmazione che a livello regionale le società di calcio a 5 femminile stanno portando avanti ormai da diversi anni. Settori giovanili che fioriscono o che si incrementano, club che mettono “radici” sul territorio, trovando così quel senso di appartenenza che è alla base della passione e dell'entusiasmo che si può suscitare nella gente, negli appassionati. 

Segnali importanti, che meritano un'attenzione e un approfondimento come quello che abbiamo chiesto di sviluppare in queste pagine a David Calabria, da questa stagione tecnico responsabile della Rappresentativa regionale di calcio a 5 femminile che, in passato, ha dato lustro anche al movimento maschile del futsal regionale, oltre ad aver conseguito importantisimi risultati con il calcio a 5 “rosa”.

Nel corso degli ultimi anni ho prepotentemente evoluto la mia figura verso il mondo del calcio a cinque femminile: da affezionato osservatore del campionato regionale con la Capitolina Calcio a 5, e frequentatore sul campo e dietro le quinte con la Virtus Roma nel campionato nazionale; e ancora, da protagonista partecipe con la “mia” Lazio Femminile, vincitrice di tutto il vincibile nella passata stagione. Quest’anno, invece, un ritorno nel campionato regionale da osservatore “attivo” come selezionatore della Rappresentativa regionale destinata al Torneo delle Regioni. 

DIECI ANNI DOPO

Esperienza rinnovata come selezionatore, esattamente dieci anni dopo il tricolore vinto con la Rappresentativa Juniores maschile: esperienza nuova come selezionatore del mondo regionale femminile. Il mio costante monitoraggio sui campi di gioco alla ricerca delle giocatrici utili al mio compito attuale, assieme al mantenimento “affettivo” di visionatura delle partite del circuito nazionale, ha instaurato una sorta di parallelismo automatico tra i due mondi, regionale e nazionale, e di riflesso  un costante e spontaneo confronto tra le parti. Vorrei aprire subito una parentesi, e contemporaneamente congratularmi vivamente, parlando con molto piacere delle imprese della Virtus Ciampino, vincitrice della Coppa regionale e della Coppa nazionale di serie C, e attualmente in testa al girone regionale. 

La società di Paola Marcone, indubbiamente favorita ai nastri di partenza, le ha azzeccate veramente tutte. Oltre agli elogi meritati a dirigenza e staff tecnico, la mia attenzione punta dritta verso le giocatrici: un mix perfetto, un sincronismo svizzero tra giovani ed esperte, con il valore aggiunto che le prime stanno dimostrando una lucidità, scaltrezza ed esperienza degne delle migliori veterane; le seconde una entusiastica freschezza e un dinamismo fisico da far invidia a qualsiasi nuova leva di questo sport.

SINTESI CIAMPINO

La Virtus Ciampino credo dunque possa essere utilizzata come la sintesi perfetta dell’attuale movimento regionale di calcio a cinque femminile. Da una parte, giocatrici veterane, a tratti anche storiche figure che scelgono per varie plausibili motivazioni di impegnarsi in una categoria regionale, dando un apporto di esperienza che si può rivelare elemento fondamentale da un lato per la costituzione di una squadra, dall'altro per la crescita della giovane atleta. Dall’altra parte, giovani atlete che scelgono il circuito regionale per accrescere l’esperienza tecnico-tattico-prestazionale, e magari lo utilizzano come trampolino di lancio verso il più professionalizzato mondo del nazionale. Sembrerà assurdo, ma il campionato nazionale sta ad oggi rappresentando un elemento negativo per il circuito regionale laziale. 

LA PROGRAMMAZIONE

Attenzione, chiariamo immediatamente: non si stanno attribuendo colpe a persone o società, ma si vuole solo evidenziare come la struttura attuale non favorisca una lucida definizione della programmazione di alcune società. Giovani atlete che dimostrano un elevato valore nel circuito regionale vengono spesso catapultate in realtà così professionalizzate dove lo spazio è nullo (vedi squadre con roster di livello internazionale) oppure dove lo spazio è ampio ma il dazio da pagare è quello di giocare una sorta di due campionati in uno: un torneo fatto di scontri alla pari e uno fatto di mortificanti sconfitte a doppia cifra che non apportano crescita né ai vincitori né ai vinti. 

Il giusto sviluppo

La regola che sarà, ossia quella che vede il prossimo anno la creazione di una serie A di elite e di una serie A interregionale, a parer mio garantisce il giusto sviluppo nella crescita del singolo (giocatrice) e del collettivo (società).

In ultimo, mi piace sottolineare l’incremento di squadre giovanili nel campionato regionale e provinciale, allenate a volte da giocatrici di livello nazionale e persino mondiale che hanno portato alla recente creazione dei relativi campionati di competenza. La crescita dal basso, il costruire “giocatrici in casa”, la genetica specializzazione al futsal, garantisce possibilità di una continuità nel tempo alle società, di una programmazione a lungo termine che rappresenti non solo sicurezza di esistenza societaria ma anche crescita equilibrata delle giocatrici. Insomma, per farla breve, mai come in questo caso possiamo dire che proietti il mondo femminile verso un futuro rosa… sempre più roseo.        


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