STORIE

10.04.2014

Fair play, chi ben comincia...

Ci sono scene che non vorremo mai vedere sui campi di calcio. Scene di violenza, di odio e di mancanza di rispetto verso l’avversario e verso coloro che credono nei valori di questo sport. Poi, però, basta un ragazzino di 12 anni per far tornare tutti a riflettere compiendo un gesto semplice, un gesto che forse solo un ragazzino sarebbe in grado di fare. 
Il ragazzino in questione si chiama Luca Impiglia e milita nella Giovane Ancona, la scuola calcio affiliata all’Ancona 1905. È un attaccante e come tale il suo compito è quello di far gol. Su azione e su rigore, se capita. Ed ecco che in una sfida di metà marzo contro il Palombina valida per il campionato Giovanissimi Cadetti, l’arbitro concede un rigore dubbio (alcuni dicono inesistente). Quale più ghiotta occasione di questa? Del resto la Giovane Ancona stava anche perdendo per 1-0, quindi quel rigore avrebbe senz’altro tirato su di morale Luca e compagni. 
E allora Luca raccoglie la palla, la posiziona sul dischetto e prende la rincorsa. Tutti col fiato sospeso, genitori, compagni di squadra, avversari. Luca parte, colpisce la palla ma non è un tiro vero e proprio, bensì un flebile passaggio al portiere che non può far altro che ringraziare l’avversario. “Non è giusto, prendila”, dice Luca, “Il rigore non c’era”. Gli applausi. “Alla Giovane Ancona ci hanno insegnato che il risultato conta meno di altri valori - ha spiegato il baby calciatore a fine gara. Al primo posto ci sono la correttezza e la sportività. Il rigore non c'era, mi è venuto naturale pensare di sbagliarlo. Anche se eravamo sotto di un gol”.
Per la cronaca, l’arbitro era anche lui molto giovane e aveva esordito da pochissimo. Sull’1-0 Luca commette fallo in area avversaria, ma per il direttore di gara quel fallo l’ha subito lui. Luca prova a controbattere ma la decisione ormai è presa, non si può tornare indietro. Uno sguardo al suo allenatore Sandro Santini e la saggia decisione. “Ci siamo capiti al volo - ha spiegato il tecnico –. I suoi compagni si sono rivolti a me come per dire: 'Mister, mica saremo matti a segnare?'”. E il resto lo abbiamo appena raccontato.
Luca compirà 13 anni a maggio e al momento vive con mamma e papà ad Agugliano. Non sappiamo se un giorno calcherà campi importanti, se avrà l’onore di giocare in Serie A. Quello che sappiamo è che Luca ha dato una splendida lezione a tutti. E quando il prossimo week end andremo allo stadio per tifare la nostra squadra del cuore e vedremo il nostro beniamino tuffarsi in area per tentare di ingannare l’arbitro e ottenere un rigore facile, forse ripenseremo alla storia di Luca. E ci torneranno in mente i veri valori di questo sport. 
Sempre per la cronaca, la gara è finita 6-2 per il Palombina. Ma provate a dire a Luca e compagni che quella partita l’hanno persa…    


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