SOCIETA'

15.02.2014

Donne ai vertici del calcio

Come è entrata nel calcio? La cosa è stata improvvisa o si tratta di un “amore” che si porta dietro da sempre?

Nosi: “Considerando che alla soglia dei 40 anni mi appresto a festeggiare le nozze d'argento con il calcio direi che il mio amore per questo sport fa parte della mia vita da sempre. Una passione tramandato da mio nonno prima e da mio padre dopo, non ho memoria delle domeniche pomeriggio senza partite e delle cene domenicali  tra zii e cugini animate da discussioni su rigori negati, fuorigioco fantasma... Per intenderci, io la domenica pomeriggio andavo a ballare da sola e incontravo i miei amici solo dentro la discoteca, perché prima c'era l'appuntamento al Franchi per tifare la Fiorentina di cui sono una grande appassionata”.

Francini: “In casa siamo sempre stati tifosi del Dicomano, mio padre e mio fratello hanno seguito e sostenuto molto le sue sorti. Nel momento in cui la squadra ha rischiato di non ripartire, insieme ad altri, ci siamo detti che sarebbe stato un peccato che una società con tanti anni di storia alle spalle scomparisse. Ho accettato per i primi tre anni il ruolo di tesoriere, questo mi ha permesso di conoscere la realtà calcistica non solo come tifosa. Quando è maturata la scelta della presidenza ho dato volentieri la mia disponibilità”.

Ceccarelli: “La mia passione per il calcio è nata molti anni fa, quando ero ancora una ragazzina e mio fratello Maurizio venne selezionato dal Bologna all’età di 12 anni”.

Quali sono le cose che inizialmente l’hanno colpita e cosa è cambiato strada facendo?

Nosi: “Indubbiamente, come a tanti accade, la cosa più affascinante è l'ambiente dello stadio. Tutte quelle persone che si uniscono in un'unica voce per incitare la propria squadra. il sentirsi coinvolti, trascinati dall'entusiasmo, dalla speranza, a volte dall'angoscia. Questo sopratutto mi ha fatto innamorare del calcio e sinceramente nel corso degli anni è  cambiato ben poco”.

Francini: Conoscere una società sportiva dall’interno è molto diverso che farlo da tifosa, non si possono nemmeno lontanamente immaginare le responsabilità, gli impegni, le decisioni e le scelte, anche le più banali, che ti toccano in prima persona.  Ero cosciente, e lo sono di più ora, che all’interno di un piccolo gruppo quale siamo c’è sempre molto da fare, ho capito che non posso considerarlo un passatempo ma un impegno costante, e questo non l’avrei mai pensato”.

Ceccarelli: Mi ha sempre colpito l’entusiasmo dei bambini quando entrano in campo e la loro voglia di giocare e divertirsi. Strada facendo mi piace sempre meno la maleducazione e l’esasperazione che si è venuta a creare attorno a questo mondo, ci sono troppe aspettative da parte di tutti e soprattutto da parte dei genitori.

Come sono i rapporti con i suoi “colleghi” uomini e con le varie componenti del calcio dilettantistico?

Nosi: A onor del vero non ho molti rapporti con gli altri addetti ai lavori. La nostra società ha la fortuna di avere nel proprio  organico, nelle vesti di Presidente onorario, il professor Alfonso Biagioni, che nell'arco della sua lunghissima militanza nell'ambiente si è guadagnato il rispetto e la stima degli addetti ai lavori e degli organi federali. Per questi motivi gestisce lui stesso i rapporti con le varie società e con la Lega e la Federazione.

Francini: I rapporti con l’ambiente e i colleghi uomini sono in genere buoni, ormai sia per i ragazzi che per la società avere un Presidente donna non è più una stranezza. All’inizio la mia presenza suscitava stupore e qualche ironia, come spesso succede per le novità; conoscendomi poi più da vicino tutto è sembrato naturale.

Ceccarelli: Sono un'imprenditrice e sono abituata a mediare in ogni campo, pertanto anche in quello calcistico mantengo buoni rapporti con tutti i miei colleghi maschi ma non tollero la disonestà, soprattutto a livello giovanile.                     

Sensiblità e giusto spirito 

Cosa si può fare per incentivare una partecipazione attiva delle donne nel calcio, sia come giocatrici, ma anche come allenatrici, arbitri e dirigenti? 

Nosi: Questa domanda non è adatta alla mia persona. Prima di tutto non trovo assolutamente idoneo il calcio come sport per una donna, poi in ogni caso credo che ogni individuo (vorrei eliminare la scontatezza di genere uomo-donna) insegua le proprie passioni quindi ognuno sceglie la propria strada; niente quote rosa per favore: non siamo una categoria inferiore da dovere inserire a ogni costo, siamo in grado di scegliere per noi stesse. 

Francini: A mio parere le donne dovrebbero essere più consapevoli delle loro capacità e superare la mentalità che identifica il mondo del calcio con il sesso maschile. 

Cceccarelli: Il mondo del calcio dovrebbe cominciare a pensare che la partecipazione attiva femminile sia un valore aggiunto, un segno di crescita, come in molti altri Paesi europei. Incentivare le donne a entrare a far parte di questa meravigliosa realtà significa dimostrare di appartenere a una società civile, responsabile e moderna. 

Cosa può dare la diversa sensibilità femminile al mondo del calcio? 

Nosi: Credo che sopratutto negli ambienti dilettantistici l'apporto che può dare una donna si traduca nella concreta ricerca e messa in atto di nuove iniziative volte alla raccolta di fondi e oggi come oggi sappiamo quanto ce n'è bisogno per poter mandare avanti tutta la “macchina”. Nel nostro caso specifico io e le altre consigliere (e non sono poche, noi siamo un po’ una società atipica) siamo molto attive con varie iniziative, dalle sagre culinarie alle cene a tema alle tombole e molto altro ancora. 

Francini: Penso che le donne nel calcio, come nella vita, possano portare una sensibilità diversa e più attenta ad alcuni problemi che forse a volte passano in secondo piano rispetto al calcio giocato. 

Ceccarelli: Una maggiore attenzione nel lavoro e nell’educazione dei giovani calciatori.

Tre donne al posto di comando
Le tre presidentesse che abbiamo intervistato (ma in tutta la Toscana sono circa una decina) guidano realtà molto diverse. Serena Nosi guida da anni la Castelnuovese, compagine amaranto di Castelnuovo dei Sabbioni, che milita nel girone B di Eccellenza. Carla Francini è da poco divenuta presidentessa dei mugellani dell’Alleanza Giovanile Dicomano che disputa la Seconda Categoria e ha un notevole settore giovanile. Marina Ceccarelli è la presidentessa dei massesi del Don Bosco Fossone che, oltre a una squadra di Seconda Categoria e un ampio settore giovanile, è l’unica società di calcio femminile del comprensorio. 


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