SOCIETA' STORICHE

Di Giuseppe Indelicato (si ringraziano per la ricerca, Roberto Giuliani e Antonio Salvioli) - 10.04.2015

Con i piedi e con la testa

“Pedibus et capite” (con i piedi e con la testa), è la scritta che troneggia sullo scudetto dell'Us Monteombraro, sui colori azzurro cielo che si adagia sul bianco delle nostre nevi. La storia di questa società si può dividere in tre ere: una prima, che va dalla sua data di fondazione all'iscrizione a un campionato ufficiale, il 1929 e sino al 1979; una seconda, compresa dalle radici alla struttura di oggi, lunga quasi 20 anni e fatta interamente da Monteombraresi (1979/1996); una terza, che va dal 1996 ad oggi, quando l'Us Monteombraro si è organizzato maggiormente ed è arrivato fino al campionato di Promozione.

Le origini
L'Unione Sportiva Monteombraro viene fondata dai ragazzi del paese, tra cui il dottor Germano Vandelli, e dal professor  Tommaso Miani (che a breve compirà 104 anni), entrambi presenti nella foto della squadra del 1939. L’anno esatto di fondazione è il VII anno dell'era fascista (1929) sulle ali dell'entusiasmo ginnico sportivo finalizzato a una sana competizione che abbracciava quei tempi. Oltre al calcio, si praticavano sci alpino, sci di fondo e altri sport invernali. Monteombraro è un piccolo paese dell’appennino modenese, nel comune di Zocca, dove ha avuto sede lo storico Collegio San Carlo fin dal ‘700, frequentato da giovani provenienti da tutte le vicine province e questo è stato un punto fondamentale per la nascita dell’Us Monteombraro.

In questo primo periodo i giovani di Monteombraro, unitamente agli studenti del San Carlo, per oltre 40 anni hanno partecipato a gare sciistiche, podistiche e incontri di calcio, primeggiando in tutte le discipline. Da ricordare le storiche trasferte del primo dopoguerra: ovunque vi fosse un campo da calcio, il paese organizzava trasferte a bordo di autocarri predisposti per il bestiame in cambio di 5 lire, atleti e tifosi assieme, oltre ovviamente alla vicina Zocca, Savigno e Bazzano, considerati veri e propri derby, con finali ricchi di sfottò e non solo.

Una curiosità su questo primo periodo di storia della società riguarda lo scudetto: i colori erano ovviamente bianco e azzurro come oggi, ma nel disegno originale portava sul lato destro il simbolo del fascio, visto il periodo storico che diede i natali alla società, sostituito poi nel dopoguerra con il castagno secolare (ultimo sopravvissuto del frutteto piantato per ordine di Matilde di Canossa),  tutt’ora simbolo del paese e meta di numerosi visitatori.

Nel 1979, in concomitanza con la ricostruzione dell'impianto sportivo, l'Us Monteombraro, sotto la guida del Presidente Franco Giuliani, supportato da un'instancabile dirigenza, fra cui da ricordare i fondatori Valerio Giusti, Valter Finelli, Giampaolo Bedetti, Stelio Nobili e  Quinto Piccioli, si iscrive per la prima volta a un campionato ufficiale, ovvero alla Lega Nazionale Dilettanti. La guida tecnica fu affidata all’indigeno Giampaolo Notari, i dirigenti e quasi tutta la squadra erano residenti di Monteombraro. Questo rinnovato entusiasmo porta la squadra a essere nuovamente punto di riferimento per i giovani del paese, riuscendo per alcuni anni anche a iscrivere al campionato una squadra di Allievi guidata dai mister Giampaolo Bedetti e Patrizio Nobili raggiungendo piazzamenti che danno soddisfazione.

Dopo alterne fortune, con il ritorno a casa del capitano Fabio Giuliani dal Castelfranco Emilia, nel 1993 il primo salto di categoria con grande entusiasmo e qualche ulteriore piccola ambizione. L'anno successivo la squadra conquista la Coppa Modena. La rocambolesca finale si svolge a San Prospero (MO): a seguito di un incidente, il Monteombraro si presenta al campo con 11 giocatori, con la muta in prestito dalla squadra locale, la panchina vuota e mister Notari guardalinee, ma la squadra riesce a portare a casa ugualmente il trofeo con un entusiasmante 4-3 in rimonta e lasciando al San Prospero un ricordo che durerà nel tempo.

Dal 1996 ad oggi
Nel 1996 inizia un nuovo periodo, quello che vedrà l'Us Monteombraro dotarsi di un organico più professionale sotto la guida del neo Presidente Alberto Righetti, affiancato dal direttore sportivo Stefano Predieri, scomparso prematuramente, al quale è stato intitolato lo stadio di Monteombraro. Dopo diversi anni di assestamento, l'Us Monteombraro, alla guida del ritrovato mister Giampaolo Notari e con “capitan Mosca” (Roberto Moscariello), trova la promozione in Seconda Categoria nel campionato 2007/08 scatenando un entusiasmo che l’anno successivo, con qualche ritocco, portò la squadra a conquistare, da esordiente, anche la promozione in Prima.

A seguito del ritiro per motivi di salute di mister Notari, la squadra viene affidata a “Mosca”, che ricopre il ruolo di allenatore-giocatore chiudendo il campionato in terza posizione. L'anno successivo, appendendo le scarpe al chiodo e dedicandosi completamente al ruolo di mister, Moscariello porta il Monteombraro in Promozione, vincendo il campionato.

In considerazione degli impegni della categoria, e nell’impossibilità di garantire un regolare svolgimento degli allenamenti nel periodo invernale, la squadra, dopo la preparazione estiva in paese a 750 metri, trova gentile ospitalità in un primo momento presso la Polisportiva San Vito, e successivamente presso gli impianti della Polisportiva Saliceta di Modena e ultimamente, a seguito di un accordo di partnership, la squadra può svolgere regolarmente gli allenamenti nel campo in sintetico della Polisportiva Nonantola, a cui va un ringraziamento particolare per l’ospitalità. 

Dopo tre anni di comoda salvezza, “Mosca” lascia la squadra, la società e un bellissimo ricordo. Da due anni la guida tecnica è stata affidata a mister Davide Orlandi, al suo vice Massimiliano Genovese e a Luca Schiavi. Oggi, grazie a tutta la dirigenza guidata dal Presidente Maurizio Predieri e dall'eccellente lavoro svolto dal direttore sportivo Antonio Salvioli, il Monteombraro milita nel campionato di Promozione, girone B, con ottime performance (18 risultati utili consecutivi che, dalla 1ª giornata alla 18ª, gli hanno permesso di conquistare il titolo di campione d’inverno).

Si auspica che la scritta latina riportata sullo scudetto dell’Us Monteombraro sia monito e insegnamento per tutti i ragazzi che amano questa disciplina e che sempre devono ricordare che nel calcio si devono usare sia i piedi che la testa.                         


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