EDITORIALE

Di FABIO BRESCI - Presidente CR Toscana - 22.05.2015

Come si costruisce il nostro futuro

Un momento importante e toccante, punto di conclusione, ma in fondo, soltanto punto intermedio di un percorso che prosegue. La giornata di sabato 18 aprile, durante la quale al Teatro Metastasio di Prato abbiamo consegnato gli attestati di frequenza al corso per dirigenti, è  stato un momento di grande importanza per il nostro movimento. Le oltre quattrocento persone che hanno frequentato le ventisette ore di corso nelle dieci delegazioni, sono adesso un punto di riferimento non solo per le loro società, ma rappresentano la base su cui poter costruire il movimento del futuro. Avere dirigenti capaci, come la Toscana ha da sempre, al passo con i tempi e con i nuovi regolamenti, pronti a sapere districare la matassa sempre più ingarbugliata che è diventata oggi il gestire una società sportiva, è la base di partenza per l’efficienza e l’appetibilità del sistema calcio dilettantistico.  

Numeri da tutto esaurito e partecipazione attiva, mai stanca e annoiata: questo si sono trovati di fronte i tanti formatori che si sono alternati nelle ventisette ore di lezione che hanno spaziato, in ciascuna delegazione, dal regolamento al pronto soccorso, dal settore giovanile all’impiantistica, dal tesseramento all’aspetto assicurativo, passando per comunicazione e contabilità. In questo voglio ringraziare e fare i complimenti a dipendenti e collaboratori del Comitato Regionale che hanno dato, oltre alla preziosa disponibilità, anche segno di grande competenza e familiarità nel trattare gli argomenti proposti, non scadendo mai in banali stereotipi; alle Delegazioni che si sono dimostrate, ancora una volta, perfette da un punto di vista logistico-organizzativo. Questa è stata la formula vincente di questa serie di corsi che, a fronte delle numerose richieste inevase, ci faranno ripetere in modo da diffondere in maniera sempre più completa, quella cultura sportiva,  quella “professionalità” anche tra i dilettanti che da più parte si invoca ma che solo con azioni concrete, come questo nostro esempio, possono dare. Il Comitato ha avuto il merito di focalizzare e di intervenire dove vi era maggiore sete di aggiornamento, dimostrando capacità di ascolto e dando risposta concreta ad una richiesta che dalle società stesse proveniva. In questi mesi di lezioni, e nell’atto finale di Prato, abbiamo visto tanti ragazzi giovani, volti interessati e ricettivi che, oltre che delle società, potranno essere la futura dirigenza del calcio toscano, nel quale la sinergia tra tradizione e innovazione può e deve essere l’arma vincente per affrontare le sfide del futuro. 

La partecipazione è andata oltre ogni più rosea aspettativa, sia a livello di quantità che soprattutto di qualità, confermando che anche questa volta il Comitato ha colto nel segno, ottenendo punteggio pieno al fine di fornire ai dirigenti gli strumenti più idonei per operare nella quotidianità della loro società. Un dovere, quello della formazione e della capacità di sapere dare risposte, non tanto nei confronti della federazione e delle singole società, quanto soprattutto nei confronti dei nostri atleti, specialmente i più giovani, che nei dirigenti vedono un punto di riferimento importante per la loro attività e per la loro sana crescita.