EDITORIALE

16.04.2015

Ciao Tarsillo

Lunedì 9 marzo è giunta la triste notizia della scomparsa di Tarsillo Visentini, sin dai primi anni '70 una figura di riferimento per il movimento calcistico della nostra provincia e della nostra regione. Inizialmente è stato collaboratore e quindi ha ricoperto la carica di Presidente del Comitato provinciale di Trento. Successivamente, dal 1978 al 1994 ha svolto l’incarico di Presidente regionale del Trentino Alto Adige per il Settore giovanile e scolastico della Figc. Ha proseguito la sua preziosa opera di collaborazione all'interno del Comitato trentino della Figc/Lnd fino al dicembre dello scorso anno. Noi del Comitato Provinciale Autonomo di Trento vogliamo ricordarlo con affetto, riproponendo l’intervista pubblicata su “Il Calcio Illustrato” nell'aprile del 2013.  

“A giugno (2013, ndr) faccio 50 anni qua dentro, ma non posso mollare perché da soli si perderebbero!”. Classe 1932, nato il giorno di natale, Tarsillo ha cominciato a dare calci al pallone nella natia Rovigo: “Ma ho fatto anche due anni di pugilato perciò so difendermi bene!” precisa, accompagnando la frase con una sonora risata. Nel 1958 vinse un concorso per andare a lavorare in banca a Cavalese, così dal basso Veneto dovette trasferirsi in Val di Fiemme: “Eh sì! Per via del lavoro smisi di giocare, ma la passione per il calcio rimase grande, così assieme ad alcune persone del luogo decidemmo di fondare una nuova società: nel ’59 nacque così l’US Latemar, società calcistica oggi fusasi nel Fiemme, all’interno della quale svolgevo l’incarico di dirigente”. 

Trasferitosi a Trento per motivi di lavoro nel 1963, l’operato del signor Visentini fu notato da Carlo Mutinelli, figura storica del calcio nostrano, allora membro del Consiglio direttivo e in seguito Presidente del Comitato Regionale. “Grazie all’interessamento del dottor Mutinelli entrai nel Comitato Provinciale: in principio come componente del Settore giovanile e scolastico, in seguito ricoprii le cariche di Presidente del Comitato Provinciale e poi di quello Regionale, sempre nel Sgs. Dopodiché per cinque anni passai al Comitato Nazionale, un periodo di cui conservo un bellissimo ricordo, ricoprendo il ruolo di dirigente accompagnatore delle Nazionali giovanili, nello specifico l’under 17 e l’under 18. Conclusa la mia carriera, ho deciso di dare una mano qui in Comitato come volontario occupandomi dell’organizzazione e dell’approvazione dei tornei”. 

Se dovesse ricordare un momento particolarmente significativo della sua carriera? “Sicuramente quando accompagnavo le nazionali giovanili, ma nel locale credo che sia stato quando abbiamo proposto Ettore (Pellizzari, ndr) come Presidente del Comitato Provinciale ed è stato eletto”. 

Sullo schedario troneggia in bella vista una sciarpa viola: come mai questa scelta? “Da bambino ero tifoso del Torino, fino allo schianto di Superga, poi in collegio m’innamorai della Magnifica. Il migliore di sempre per me rimane Julio Botelho Julinho, l’ala destra che portò in riva all’Arno il primo scudetto”. 

Ciao Tarsillo. 


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