IMPIANTI

22.11.2012

Campi regionali, completato il censimento

Un lavoro certosino durato quasi un anno. Un vero e proprio censimento degli impianti sportivi che ha portato il CR Molise ad avere un'esatta fotografia dei circa 170 impianti utilizzati dalle Società di calcio a undici. La ricognizione sta proseguendo ora sui campi di calcio a 5 ed è a buon punto. A occuparsene i componenti dello Sportello Impiantistica del Comitato Regionale Molise, capitanati dal Vice presidente della struttura federale, l'architetto Pasqualino Raimondo. Con lui anche l'ingegnere Marcello Di Geronimo e i geometri Salvatore Garofano, Giovanni Verdone e Alberto D'Andrea. Una piccola commissione che ha controllato ogni singolo dettaglio sul territorio per garantire l'osservanza delle regole e, in particolare, la sicurezza. 
"Rispetto a quando abbiamo ottenuto l'autonomia dalla Campania - spiega Raimondo - abbiamo compiuto dei veri e propri passi da gigante. L'avvento del sintetico ha costituito una svolta epocale. In ogni caso non bisogna mai sentirsi appagati. C'è ancora tanto da lavorare. L'importante è stabilire le priorità di intervento e migliorare progressivamente lo stato di salute delle nostre strutture". 
Numeri incoraggianti, allora, sui quali non bisogna però cullarsi: "Circa il 70 per cento dei nostri campi - aggiunge Raimondo - è in condizioni ottimali o al massimo con carenze lievi. Ci sono delle difficoltà nei paesi più piccoli per squadre impiegate nei campionati minori, ma lì sappiamo che per i Comuni è molto più difficile far fronte o individuare dei finanziamenti. Talvolta siamo stati costretti a chiudere qualche campo, ma c'è sempre stato un dialogo costruttivo che ha poi portato alla risoluzione dei problemi". 

Il lavoro della commissione
Il modus operandi della commissione è semplice. Le strutture vengono controllate con scrupolosità. Poi il Comitato comunica il responso delle verifiche ai proprietari degli impianti, in genere i Comuni, ma per conoscenza anche alle Società che li utilizzano. Nella risposta c'è una scala di priorità. Ci sono interventi non differibili e altri, invece, programmabili con il tempo. Una sorta di scaletta per rendere tutto efficiente compatibilmente con le disponibilità di cassa. 
"Il livello raggiunto è buono - conferma Raimondo -. Tra le principali criticità risolte talvolta abbiamo constatato dimensioni ridotte rispetto alla categoria e quindi abbiamo richiesto l'ampliamento del campo. In altre circostanze abbiamo focalizzato l'attenzione sugli spogliatoi o su altri piccoli lavori. Cerchiamo di venire incontro alle varie esigenze, ma sempre pretendendo gli standard minimi. Purtroppo come Figc possiamo essere solo di supporto. Possiamo consigliare come intervenire, ma poi devono essere i proprietari delle strutture a portare avanti gli interventi. In ogni caso il nostro sportello è a disposizione di tutti per una consulenza utile a stabilire le priorità. Se serve innanzitutto rifare la recinzione, ad esempio, è inutile disperdere le energie in altro. Esistono poi piccoli accorgimenti che facciamo notare e che possono essere risolti con spese irrisorie".  
La commissione presieduta da Raimondo, quindi, agisce con la logica del buon padre di famiglia. E i risultati sono stati fin qui evidenti. Un'altra vittoria, poi, è stata ottenuta a Roma proprio per venire incontro alle piccole realtà. Nel nuovo regolamento degli impianti sportivi, infatti, è stata introdotta su proposta del presidente del CR Molise, Piero Di Cristinzi, una tolleranza del 4 per cento sulle dimensioni dei rettangoli da gioco purché in uno stato di accertata impossibilità di allargare il campo, ad esempio per un burrone o per qualsiasi ostacolo insormontabile. Una norma che farà respirare in particolare le Società che hanno impianti in particolari zone impervie della regione.  


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