SOCIETA' STORICHE

17.04.2015

Calisio, argento vivo della collina

Quello appena iniziato è il 48esimo campionato che il Calisio disputa nel panorama calcistico trentino: una storia lunga e ricca di soddisfazioni  per la formazione che rappresenta una circoscrizione importante del capoluogo. Un cammino costellato dalla sana rivalità con le altre squadre collinari come Villazzano e Povo (ora fusesi nella ViPo) e che ha portato la società a gestire diverse discipline sportive nella splendida cornice del centro sportivo vicino a Villa Madruzzo, sede dei ritiri di numerose Nazionali azzurre, tra le quali quelle di basket e pallavolo.

Siamo a metà anni '50 sulla collina che sovrasta Trento quando si decide di creare una società sportiva per la zona di Cognola e dintorni, dando così modo ai giovani di crescere in maniera sana e maturare come persone. La decisione del nome fu presto risolta, decidendo di utilizzare quello della circoscrizione: GS Argentario. Dopo i primi anni di attività amatoriale, nell’autunno del 1967 si decise di iscriversi al primo campionato federale, partecipando alla Seconda Categoria. Inseriti nel girone lagarino, i collinari pagarono lo scotto dei debuttanti, chiudendo all’ultimo posto e conquistando soltanto sei punti, frutto di due vittorie (Olimpia e Besenello) e altrettanti pareggi. Un esordio difficile, ma già cancellato dal brillante settimo posto raggiunto dodici mesi più tardi e dai buoni piazzamenti degli anni successivi, il migliore dei quali fu la terza piazza nel campionato 1970-71, alle spalle dell’inarrivabile Stadium e del Piné. 

Dopo una stagione difficile, chiusa all’ultimo posto del proprio girone con soli cinque punti all’attivo (1973), il rendimento dell’Argentario riprese vigore, permettendo così all’undici collinare di rimanere sempre nella zona medio-alta della classifica. Le maggiori gioie sportive arrivarono nel biennio 1976-77, quando la squadra arrivò due volte seconda, alle spalle di Borgo e Piné; proprio la lotta con la formazione gialloviola e i “cugini” dello Zuffo, diede vita a una stagione spettacolare, con tre società distanziate di un solo punto: purtroppo a gioire fu il Piné, grazie al fondamentale successo ottenuto sul campo di Cognola. 

DALLA TERZA AL DEBUTTO IN PRIMA

Dodici mesi più tardi, invece, arrivò la prima delusione sportiva nella storia della società: i 18 punti raccolti relegarono l’Argentario all’ultimo posto del girone in compagnia del Lavarone, condannandolo alla retrocessione in Terza Categoria. La permanenza nell’ultima serie del calcio trentino durò un paio di stagioni, finché nella primavera del 1980 l’undici collinare vinse il proprio campionato, ritornando così in Seconda. Una promozione bissata dodici mesi più tardi: dopo un lungo testa a testa con l’Ischia, infatti, l’Argentario perse lo spareggio (1-0) contro i gialloneri valsuganotti ma passò ugualmente in Prima, categoria mai affrontata in precedenza

La gioia, tuttavia, non durò molto: i collinari pagarono i troppi pareggi raccolti nella stagione successiva (ben tredici in ventisei incontri), classificandosi all’ultimo posto del girone, seppure a soli due punti dalla salvezza. Dopo due campionati tranquilli in Seconda Categoria qualcosa si ruppe nel meccanismo dell’Argentario, che nella primavera del 1985 chiuse all’ultimo posto, frutto degli 11 punti raccolti nei ventisei incontri disputati, scendendo in Terza Categoria. Stavolta il “purgatorio” durò ben cinque annate, un lungo periodo di tribolazioni fino al trionfale campionato del 1990, quando l’Argentario ritornò in Seconda. 

Nel frattempo (1984) nella zona era nata una nuova società, il Martignano, che prese parte a sette stagioni di Terza Categoria, senza tuttavia raggiungere grossi risultati. 

1991, nasce la pol. Calisio

Dopo una sofferta salvezza, nell’estate del 1991 Argentario e Martignano si fusero, allo scopo di migliorare il proprio rendimento sportivo, dando vita alla Polisportiva Calisio. Le cose, infatti, mutarono molto velocemente, visto che dopo una nuova salvezza, i grigiorossi chiusero al secondo posto nel 1993, distanti solo tre lunghezze dalla capolista La Rovere, ma il piazzamento bastò per risalire in Prima Categoria. Il salto nella serie superiore non spaventò i collinari, che si posizionarono subito al quinto posto, staccati di cinque punti dalla vincente Solandra, mentre negli anni successivi la squadra si mantenne in una tranquilla zona di centro classifica fino alla primavera del 1998, quando purtroppo arrivò una nuova retrocessione in Seconda. 

Dopo una prima stagione sfortunata, il Calisio, guidato da Mattedi, vinse il proprio girone nel campionato 1999-2000 dopo un lungo testa a testa con i Sorni: decisivi furono gli scontri diretti, entrambi vinti (1-0, 3-1) che permisero all’undici collinare di chiudere con un punto di vantaggio sui rivali lavisoti. Un’annata da incorniciare anche a livello di reti, visto che i grigiorossi misero a segno 62 gol in ventidue incontri, subendone solo 13. Da allora sono seguiti quindici campionati di Prima, durante i quali si sono alternati alti e bassi, ma il Calisio ha sempre saputo confermarsi in categoria, lavorando nel frattempo molto sul proprio settore giovanile, che ha sfornato numerosi giocatori, poi passati a formazioni che militano con profitto nelle serie maggiori, dall’Eccellenza alla Serie D. 

Il sogno nel cassetto, tuttavia, è quello di riuscire un giorno a passare in Promozione: un traguardo più volte sfiorato dall’undici grigiorosso negli ultimi anni, ma sempre mancato per un soffio. Un risultato che valorizzerebbe e premierebbe ancora di più il lavoro svolto in questi cinque decenni da una società riconosciuta da tutti come un’ottima fucina di calciatori.