INIZIATIVE

22.11.2012

Calcio-terapia, a Cagliari si segnano gol speciali

Ad aprile nella sala convegni del terminal multifunzionale del Molo Ichnusa, l’Associazione “Sardegna Donna”, in collaborazione con la Polisportiva “Club San Paolo”, aveva presentato alla stampa il progetto “Facciamo goal FinalMente”. L'iniziativa, che si propone di realizzare in Sardegna la prima scuola di calcio-terapia per bambini e ragazzi con disabilità cognitiva, rappresenta una vera occasione per promuovere lo sport come occasione di inclusione sociale. Pier Claudio Lai, presidente “Club San Paolo”, Andrea Delpin, presidente FIGC Sardegna, Gianfranco Fara, presidente Coni Sardegna, Tamara Collu, psicologa e responsabile area sociale “Sardegna donne”, Emanuele Gatelli, coordinatore tecnico, e Marcello Maccioni, dirigente “Club San Paolo” e responsabile della promozione, dopo la presentazione dell'iniziativa avvenuta a  primavera scorsa nel suggestivo terminal affacciato sul golfo di Cagliari, attendono l'esito degli esami delle docenze. L'inaspettato successo dell'iniziativa, ora aspetta un'applicazione pratica. “Troppo spesso i ragazzi speciali vengono indirizzati alla pratica di sport individuali – ha commentato Anna Rita Secchi, presidente dell’associazione e ideatrice del progetto – Dimenticandosi che a questi manca quella dimensione di collettività e socialità tipica di un gioco popolare come il calcio”. 

SI CERCA LA SOCIALITA' DI GRUPPO
Il programma, prevede una serie di allenamenti settimanali, con istruttori patentati Uefa B, personale specializzato, partite amichevoli e anche competizioni ufficiali in campi regolamentari. “La missione della nostra associazione non è quella di scavalcare le associazioni e le cooperative che lavorano con i ragazzi con disabilità cognitive – precisa il presidente  – bensì metterci a disposizione di tutte le associazioni di categoria che intendono offrire un servizio innovativo e terapeutico”. 
Facciamo Goal FinalMente si rivolge prevalentemente ai bambini in età evolutiva che presentano ritardi nello sviluppo psicomotorio, disturbi del comportamento e nella comunicazione. "Noi come Figc Sardegna  saremo molto vicini alla società San Paolo, nostra affiliata, sicuri che  attraverso la dimensione di gioco collettivo saprà rendere particolarmente innovativa l'iniziativa - commenta Delpin presidente del Comitato - la pratica sportiva sotto forma di attività ludica diventa, quindi, strumento di cambiamento che, associato alla terapia psicomotoria, mira a riorganizzare il giusto equilibrio e l'interazione tra funzioni somatiche, affettive, emotive e cognitive, tramite l’utilizzo privilegiato dell’azione condivisa." “Facciamo goal FinalMente” utilizzerà lo sport di squadra come strumento terapeutico al fine di promuovere la persona, attraverso la dimensione del gioco corale, stimolando la partecipazione a gruppi di lavoro dove non mancherà l'occasione di esprimersi anche con un individualismo applicato alla squadra. Il resto lo farà la condivisone del terreno di gioco, l'animo collante che solo lo spogliatoio crea istantaneamente, quel senso di appartenenza che solo una compagine col medesimo obiettivo sa imprimere ai gesti atletici. La promozione avverrà attraverso un percorso itinerante nei comuni della Sardegna, nelle scuole, e nelle associazioni di categoria. Rappresenterà un punto di riferimento per tutte quelle famiglie che spesso subiscono la disabilità. 

IL TERRENO DI GIOCO, L'ANIMO COLLANTE
L'inserimento di sezioni dei ragazzi "speciali" nei club calcistici permetterebbe di abbattere molti pregiudizi e di diffondere la pratica dello sport. Gli esami che si tengono nella sede della MentalPlus, fra gli altri vedono ai banchi Giuseppe Murtas, Stefano Mossa e Diego Congiu, tecnici, medici e operatori del sociale. Ora si cerca di trovare una palestra al coperto, si sta pensando a una struttura in città, per non sottoporre i ragazzi a una difficile percorrenza. La parte organizzativa è ok, si intende informare le scuole con un percorso che per l'ambizione che racchiude il progetto, richiederà delle visite nelle strutture educative cagliaritane. "Le risposte sono state positive, - commenta lallo Lai presidente della San Paolo - ora è solo una questione di giorni e il calcio entrerà nell'agenda della disabilità, in maniera stabile.


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