CONI

Di Serena Fasiello - 13.04.2014

Cainazzo: “Brindisi, capitale dello sport 2014”

Tra i Delegati dei Coni Point pugliesi, Nicola Cainazzo è sicuramente il veterano. Alla guida della struttura di Brindisi dal 1986, ha vissuto sulla propria pelle gli effetti della riorganizzazione territoriale imposta da Giovanni Petrucci, che ha portato alla chiusura del suo Comitato (unico nella regione) per quasi nove mesi. 
“Siamo in fase di ristrutturazione - spiega Cainazzo - e i disagi che ci portiamo appresso sono ancora tanti. È stato un periodo traumatico perché chiudere i presidi provinciali significa allontanare il territorio dal centro, farlo diventare la periferia della periferia. Il risparmio voluto dalla spending review era minimo a fronte di problemi incalcolabili, primo tra tutti l’isolamento delle società, senza più punti di riferimento e costrette a rivolgersi a Bari per qualunque cosa. Il mio, poi, sarebbe stato un ruolo di pura rappresentanza e per questo volevo tirarmi fuori, poi un documento congiunto dei componenti dell’ex Consiglio Provinciale e di alcuni assessori brindisini mi ha fatto tornare sui miei passi e ho accettato il nuovo compito. E così stiamo tornando alla normalità: il percorso è lungo e i tempi inflazionati dalla burocrazia, ma sono fiducioso e continuo a lavorare con grande vigore e volontà”.
Quali stimoli dà la scelta di Brindisi come “Città Europea dello Sport 2014”?
È un onore e un grandissimo riconoscimento per la città, per la Puglia e per il meridione in generale. La scelta non è stata casuale, perché sono tante le eccellenze sportive di casa. Innanzitutto abbiamo quattro squadre in Serie A in due discipline diverse: “La Rosa Brindisi” nella ginnastica artistica femminile, la “Ginnastica Brindisi” nel trampolino elastico, l’Enel Basket maschile e la Futura Brindisi nel basket femminile. Intorno a loro ruotano tanti giovani: Samuel Stea, campione europeo di karate; Carlo Mancarella, due volte campione europeo e vice campione mondiale di tiro al piattello specialità fossa: ha 20 anni, fa parte della Nazionale ed è già proiettato verso le Olimpiadi. E ancora: Luca Capuano, bronzo ai Giochi del Mediterraneo, due volte campione italiano nel pugilato dilettanti massima serie; l’olimpionico Carlo Molfetta nel taekwoondo. E non dimentichiamo la Pallamano Fasano, che ha vinto la Coppa Italia e  punta allo scudetto.
Qual è la situazione del calcio brindisino?
La speranza è nei settori giovanili visto che non abbiamo un campionato maggiore, infatti la Serie D è la categoria più alta che ci rappresenta, ma abbiamo dato i natali a calciatori importanti che militano in Serie A. Purtroppo la crisi societaria è innegabile, legata alla mancanza di risorse e di investimenti. È difficile trovare sponsor con l’economia in ginocchio. Bisogna avere il coraggio di ripartire dai vivai, con la pazienza che impone un investimento a lungo termine. A Brindisi la passione per il calcio è viva ma va incentivata attingendo ai settori giovanili locali, non a quelli del nord. Forse c’è stato un ridimensionamento di squadre iscritte alla Terza Categoria a causa dei costi, ma per fortuna nel settore giovanile (Allievi e Giovanissimi), i risultati sono lusinghieri.                          


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