SOCIETA' STORICHE

09.04.2013

Argentana ai 100 all'ora

Ha appena compiuto cento anni e non li dimostra. Di norma si usa dire così, ma è la vera storia dell'Argentana che risulta essere la terza Società di calcio più longeva del ferrarese. Fondata nel 1912 col nome di Polisportiva Argentana Giuseppe Garibaldi, alla fine dell'estate scorsa ha tagliato il nastro del centenario nell'ambito della fiera paesana con tanto di diretta televisiva e presenze di grande spessore per salutare la splendida realtà storica del calcio ferrarese. Per l'occasione è stato presentato anche il libro, con tanto di foto, curato dall'ex giocatore granata Gherardi.
In un secolo di vita, la famiglia Mazzanti ha avuto un ruolo chiave nelle alterne vicende di questa gloriosa realtà. Gian Pietro Mazzanti è l'attuale Vice presidente mentre il padre Primo, scomparso nel 2004, è stato per molto tempo il Presidente. "L'Argentana per due volte è stata in Serie D - racconta Mazzanti -, bisogna andare indietro nel tempo e parlare di quando nel dopoguerra, dopo alcuni anni di assestamento, l'attività ripartì seriamente dal 1958 in avanti". In casa granata ci si appresta a vivere uno dei periodi più floridi, calcisticamente parlando, nella storia del club. "Mio padre - continua Mazzanti - divenne Presidente e nel periodo che va dal '60 al '62 portò la squadra in Serie D fino a quando non prese in mano la Spal per affidare a me la presidenza dell'Argentana".

Chiapponi e Mazzanti i presidenti più amati
Passano gli anni. Dopo tante stagioni in Promozione, qualche promozione e alcune cocenti delusioni, arriva il 1983 in cui subentra nella gestione una nota azienda costruttrice della zona. Erano gli anni del nuovo boom economico, tutto il territorio traeva beneficio dal momento positivo generale e così anche il calcio. I destini di Spal e Argentana proseguivano in parallelo. Biancazzurri in serie B e granata di nuovo in D. "Il Presidente divenne Virgilio Chiapponi che rimase in carica per vent'anni. Prese la squadra in Promozione e fece il salto di categoria. Con lui si rimase in Serie D per un triennio, mentre io mi allontanai per seguire le vicende dell'allora Mangia&Bevi di basket. L'unico rammarico è che l'Argentana non ha mai sfiorato il professionismo e ha sempre lottato per la salvezza o per fare campionati tranquilli".
Chiapponi e Mazzanti, di cui spesso non viene mai ricordato a sufficienza l'interregno spallino, risultano quindi essere i Presidenti più amati e duraturi della storia granata. Con loro si sono alternati anche alcuni degli allentori più conosciuti del calcio dilettantistico ferrarese e non. "Vado a memoria. Il primo fu Nino Negrini, forte giocatore del pre e dopoguerra che esordì sulla nostra panchina. Si tratta del nonno di Matteo Negrini che è tornato a giocare con noi dopo l'esperienza tra i professionisti. Quando subentrai c'era Giovanni Ferraro, grande ex difensore della Spal che è venuto a mancare pochissimo tempo fa. E ancora, Rino Mazzi, argentano doc, centrocampista anche della Lazio, mentre l'ultimo allenatore di Serie D, stagione 2002/03, fu Andrea Orecchia che poteva contare su giovanissimi giocatori del calibro di Negrini e Donati, con quest'ultimo appena maggiorenne".
Tanti anche i giocatori per i quali diventa difficile fare una lista completa. Merita una citazione, senza alcun dubbio, Carlo "Mirena" Santi portiere classe 1911 che, tolti i guantoni, divenne il primo tifoso della squadra. Partirono da queste parti le carriere di argentani doc quali Mazzi, Pollini, William Zagatti e Alberani, tutti approdati in Serie C e B, mentre nella massima serie misero piede soltanto Franco Fabbri e Sergio Domini.

Il triste destino di Mongardi e Bergamini
Tragiche invece le vicende di Lucio Mongardi e Dennis Bergamini scomparsi prematuramente in giovanissima età - del secondo, originario di Boccaleone, si cercano ancora tracce degli ultimi momenti di vita avvolti nel mistero -. "Sia Lucio che Dennis - riprende Mazzanti - furono miei giocatori. Alla lista bisogna aggiungere Daniele Simeoni che seguì Bergamini a Cosenza e che fu un suo grande amico. Inoltre, sarebbe un errore non citare Marco Tartari che dopo essere arrivato in B si è reinventato dirigente e ha collaborato con la Giacomense".
Tra i tanti momenti epici di una cavalcata lunga un secolo, se ne rammentano alcuni che i tifosi portano ancora oggi nel cuore. "La famosa promozione '59-'60 ottenuta a Bologna contro il Viadana grazie alla monetina che ci permise di andare in Serie D, mentre personalmente ricordo lo spareggio al Comunale di Bologna col Forlimpopoli stagione '75-'76 che fu meno fortunata, nonostante avessimo gente del calibro di Franco Fabbri. Rimanemmo in Promozione e tutta la mia gestione si limitò a questa categoria. Ci furono altri momenti belli della nostra storia, ma quelli che ho citato penso siano i più emblematici in assoluto. Roba da far venire ancora i brividi a ripensarci, perché il calcio è soprattutto passione". n


FOCUS SU >  Lo stadio: l'evoluzione del

11.04.2013
Impossibile parlare di una squadra senza menzionare il suo campo sportivo. Nel caso dell'Argentana s...

CONDIVIDI

FOCUS SU > Gli ultimi anni: presente d'Eccellenza

10.04.2013
Attualmente l'Argentana milita nel campionato di Eccellenza (girone B), dopo aver vinto il campionat...

CONDIVIDI