PRIMA CATEGORIA

Di Paolo Dellepiane - 15.05.2015

A - Il capolavoro di Flavio Ferraro ecco il pietra ligure dei record

Flavio Ferraro è uno degli allenatori più vincenti del calcio ligure, ha legato gran parte della sua carriera alle squadre del ponente ligure, su tutte Savona, Imperia, Finale e Loanesi. Oggi è l’allenatore del Pietra Ligure che ha dominato il campionato di Prima Categoria, vincendolo con numeri eccezionali: record di vittorie, miglior attacco e miglior difesa. 

Con lui analizziamo la stagione della squadra savonese, ritornata in Promozione dopo anni di “purgatorio” in Prima. “A Pietra Ligure abbiamo fatto una grandissima stagione - afferma il tecnico - frutto del lavoro di tutti quanti, con meriti che vanno ripartiti egualmente dal Presidente al magazziniere, dallo staff tecnico a tutti i giocatori. Voglio ringraziare in modo particolare tutti i miei collaboratori, dal preparatore atletico Santoro, al mio vice allenatore Bosco, dal preparatore dei portieri Pizzo al dottor Romano, dal massaggiatore Borraccino al fondamentale apporto di Patrick Panucci, mio consulente di mercato, determinante nella costruzione della squadra.

La Promozione era l’obiettivo più o meno dichiarato del suo Pietra Ligure…

Era un obiettivo che il Pietra inseguiva da almeno 10 anni. Abbiamo rifatto completamente la squadra, ripartendo da giocatori di esperienza come Borraccino e Imbesi, anche se quest’ultimo si è subito infortunasto e non si è più ripreso. Abbiamo allestito una squadra in grado di vincere senza fare cose eccezionali: ad esempio abbiamo preso tre punte, due dall’Alassio (Tomao e Murabito) e una dalla Seconda Categoria (Scaburri dalla Sanremese), non certo dall’Eccellenza o dall’Interregionale;  insomma, giocatori motivati senza fare follie. Abbiamo confermato i giovani e preso giocatori che potevano fare al caso nostro. Siamo stati abbastanza bravi, tanto che non abbiamo dovuto fare grosse rivoluzioni a dicembre, quando abbiamo mantenuto il gruppo, prendendo solo un giocatore di esperienza come Cesari che serviva alle nostre esigenze ed è stato bravo a entrare in punta di piedi con la sua personalità; insieme a lui è arrivato Kuci, classe 1993, giocatore di prospettiva che ha dato il suo contributo. Con questi due uomini abbiamo chiuso il cerchio.

Quando ha capito che il campionato era ormai nelle vostre mani?

Dopo la vittoria con l’Altarese, a quel punto rimaneva solo l’ostacolo Camporosso ed era chiaro che si poteva vincere il campionato.

Qual è stata la squadra che l’ha impressionata di più? Sorprese e delusioni?

Il Camporosso se giocasse più a calcio e meno alla “guerra” sarebbe molto ben attrezzato, mentre l’Altarese avrebbe potuto fare molto bene se non avesse avuto tra infortuni e squalifiche assenze pesanti come quelle di Davanzante, Polito e Quintavalle. L’Andora è stata un po’ una delusione, avevano dichiarato apertamente che avrebbero vinto loro il campionato e che noi non l’avremmo potuto “ammazzare”… Purtroppo ci sono molti addetti ai lavori che hanno il brutto vizio di fare i conti senza l’oste e di parlare troppo quando siamo solo a metà stagione. Nel calcio ci vogliono tanti fatti e poche parole: i conti si fanno sempre alla fine dell'anno.